(Andrea Mantegna, Orazione nell’orto, National Gallery di Londra, 1455)
Giovedì 2 aprile 2026
GIOVEDÌ SANTO – ANNO A
Commento al Vangelo
Mt 26, 36-46
Entriamo oggi nel culmine della storia di salvezza, con la liturgia del triduo pasquale. Con il triduo pasquale concluderemo anche questo itinerario di approfondimento del Vangelo, letto con lo sguardo suggerito dal Laudato Si’ di San Francesco e dalla Laudato Si’ di Papa Francesco, in connessione con il creato. Vi invitiamo a rallentare, a dedicare il tempo per approfondire e pregare su questi versetti della Parola. Per questo, la lettura dei brani di Matteo di questi giorni solenni sarà focalizzata sulla collocazione dei fatti, immersi nel creato. Un orto, un monte e un giardino. Questa sera ci troviamo nell’orto di Getsemani, in compagnia degli ulivi nell’ora della preghiera, dell’abbandono, dell’agonia di Gesù.
Getsemani, in ebraico “gat šemanîm” vuol dire “frantoio”, forse meglio “torchio”, luogo della spremitura delle olive. Il torchio nella tradizione ebraica richiama la vendetta di Dio, per esempio quando il profeta Isaia dice: “Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me. Li ho pigiati con sdegno, li ho calpestati con ira” (Is 63, 3). Oggi conosciamo meglio, in questo frantoio, cosa sia la vendetta di Dio attraverso l’esperienza di Gesù. Una narrazione, quella di Matteo, che ci descrive un uomo profondamente distaccato dagli altri, che soffre, che prega, che prova tristezza e angoscia, un Cristo patiens che grazie alla cultura francescana ci ha aiutati, secoli dopo, a uscire dall’immagine “gloriosa” della croce, quasi come se Dio non avesse neppure sofferto la passione, sapendo che sarebbe risorto. Invece Matteo, e poi l’arte e la cultura che si sviluppano dal XIII secolo, ci tengono a raccontarci anche l’agonia, la sofferenza, il pianto di Dio di fronte alla prova.
Qui ritornano molti temi che abbiamo già visto, lungo il cammino della quaresima qualche settimana fa, nella scena della Trasfigurazione: il dialogo Padre-Figlio, la ricerca del volto, la compagnia dei tre apostoli, che non comprendono ciò che hanno davanti. Qui, quasi in contrasto con la luce del Tabor, in questo monte scendono le tenebre, è notte, e la narrazione di Matteo racconta tutte le ore della notte, della cattura, del giudizio, del calvario, della solitudine, dell’eclissi in cui a mezzogiorno si fa buio su tutta la terra. Una notte che dura tutto il giorno, con la delusione, con il silenzio. Si tratta della notte della vecchia creazione, che precede l’alba di un giorno nuovo. Avverrà come nella prima creazione, quando c’era la tenebra, e con una parola creò la luce. Ma oggi entriamo, dopo la festa del cenacolo, un po’ ubriachi e un po’ sconvolti, all’inizio di questa lunghissima notte, nel recinto del frantoio.
“Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani”. Gesù esce dal cenacolo, esce da una casa fatta di muri, e da questo momento passerà da palazzi e luoghi di torture, in cortili aperti, lungo le strade, fino a un monte. Da quel momento vivrà tutto fuori, immerso nel creato e nel grido generato dalla giustizia umana. Un luogo delle abitudini, ogni sera in questa settimana Gesù si ritirava in preghiera proprio “in questo luogo”, in questo tempio. E infatti Gesù chiede ai suoi amici: “vegliate con me”, lo chiede quasi come supplica. Ce lo chiede in questa notte, dentro al grido che viviamo ogni giorno. Dobbiamo imparare a pregare, a chiedere a Dio non ciò che vogliamo noi, ma ciò che è bene. Pregare per che cosa?
«Pregate, per non entrare in tentazione». Le tentazioni sono quelle che abbiamo visto all’inizio della Quaresima, nel deserto, tutte le tentazioni: il pane, il potere, Dio con la bacchetta magica, in estrema sintesi la tentazione di essere “io al centro”, il possedere tutte la cose, le relazioni con gli altri, il pianeta. E sono anche le tentazioni che abbiamo visto vivendo questa Quaresima Laudato Si’: individualismo, comodità, consumismo e tanti altri modi in cui ci siamo disconnessi dal creato e dai nostri fratelli e sorelle. La preghiera è fondamentale nel nostro processo di conversione ecologica, non è solo una simpatica abitudine o qualcosa che si fa perché ce lo dice la parrocchia o la diocesi, ma è la base per non entrare nella tentazione. Gesù entra nell’orto, ma chiede di non entrare nella tentazione.
“Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra”, con riferimento al terrore e all’angoscia che lo portano a vivere una preghiera di contatto totale con la terra. Una preghiera cosmica, a contatto con la madre terra, in cui Gesù chiama Dio “Abbà”, cioè “papà”, una parola che ci ricorda la parola creatrice, una nuova creazione, a partire dalla tenebra e dal male del mondo. Anzitutto Gesù prende le distanze dal male, chiede al Padre: “Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice!, cioè il calice della sofferenza che è voluta dall’umanità. Dio non vuole il male, sono gli esseri umani a costruire le croci, a infliggere sofferenze ai fratelli e sorelle, e a tutto il creato. Dio subisce questo male, e se potesse scegliere preferirebbe che questo calice fosse lontano da sé. Ma fugge anche la tentazione di un Dio con la bacchetta magica, tentazione di potere e di immunità, pregando: “Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. La radice di ogni male nel mondo risiede nell’esclusione di Dio, quando mettiamo il nostro ego al centro. La “mia” volontà che esclude la volontà di Dio, la volontà del bene. Gesù ha lo sguardo centrato, come comprenderà Francesco con il voto di “nulla di proprio”. Non basta essere poveri, ma nella vita bisogna ambire a non ritenere di proprio possesso nulla, perché il possesso è l’opposto dell’amore. A Getsemani, questo diventa incredibilmente chiaro.
Grande insegnamento di Gesù, proprio nella dimostrazione più alta della sua umanità: non era solo Dio che sapeva di risorgere, ma qui era un uomo che si sentiva lacerato nel suo rapporto con il padre, dentro una immensa ingiustizia. Nelle nostre ingiustizie, nelle nostre preghiere, noi sappiamo di avere a fianco Gesù, ma lui, invece, qui era terribilmente solo.
“Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti”. La tristezza e l’agonia ci impediscono di guardare la grazia, di tenere gli occhi aperti. Quanti occhi appesantiti, questa nostra umanità! “Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”. Alzarsi e pregare. Alzarsi e andare. Ecco cosa fare di fronte al male, anche quello più ingiustificabile. Questo il più grande insegnamento che riceviamo, in questa notte, tra gli ulivi del frantoio di Gerusalemme.
San Francesco, nella stupenda parafrasi al Padre nostro, ci ricorda che: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo e così in terra: affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a te; con tutta l’anima, sempre desiderando te; con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e dei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno” (FF 270).
Buon triduo pasquale
Laudato si’!
Oggi entriamo, dopo la festa del cenacolo, un po’ ubriachi e un po’ sconvolti, all’inizio di questa lunghissima notte, nel recinto del frantoio. Grazie Antonio per questo cammino, e per renderlo sempre molto vivo
Buon triduo, caro Luca
Passione e Resurrezione.
La sconfitta della tenebra.
Sia la Luce .
Cosi sia
Buon triduo Pasquale Caro Antonio a Te e Famiglia
A San Francesco d ‘ Assisi
Nel mio ❤️
Buon triduo a te Antonio, entriamo in questa lunga notte certi di vedere la Luce del nostro Salvatore quanto prima
Lo sguardo verso il monte, verso l’alto, ci avvicina alla luce, tutti insieme sentendoci noi e non io . Buon triduo pasquale
Grazie Antonio di questa profonda meditazione. Questo è il giorno del servizio. Lui ci ha mostrato cosa significa servire inchinarsi ai piedi del prossimo per far valere l’unica legge vera quella dell’amore. Speriamo di essere degni di questo amore e amarLo con tutto il cuore con tutta la mente con tutte le nostre forze.
Come Francesco sì è spogliato dei beni materiali, Gesù si spoglia delle vesti per lavare i piedi,indicando che la vera salvezza sta nella povertà ed umiltà.
Grazie Antonio e a tutti voi
Buon triduo Pasquale. Laudato SÌ mi Signore!
Buon triduo pasquale a tutti voi!
Uniti con il cuore
“Alzarsi e pregare. Alzarsi e andare. Ecco cosa fare di fronte al male, anche quello più ingiustificabile” quanto attuale questa risposta di fronte al male che ci circonda come le tante guerre e i cattivi esempi! Buon Triduo pasquale a tutti
Importante rallentare oggi, ho voluto leggere con calma questo commento e dedicare a questa immagine un po’ di tempo in più del solito. Grazie per questo suggerimento
Rallentiamo sulla parola di Dio, e non sbagliamo di certo
“Alzarsi e pregare. Alzarsi e andare. Ecco cosa fare di fronte al male, anche quello più ingiustificabile” quanto attuale questa risposta di fronte al male che ci circonda come le tante guerre e i cattivi esempi! Buon Triduo pasquale a tutti
Questa sera ci troviamo nell’orto di Getsemani, in compagnia degli ulivi nell’ora della preghiera, dell’abbandono, dell’agonia di Gesù. Il creato ci fa compagnia sempre, non è solo una cornice superflua…
Buon triduo, in compagnia della Creazione di Dio che ci parla
Gesù entra nell’orto, ma chiede di non entrare nella tentazione. Stupendo…
Entriamo nel mistero di Pasqua. Buon triduo cara Debora
Grazie Antonio caro, di questo orto oggi porto nel cuore questo tuo pensiero: “Non basta essere poveri, ma nella vita bisogna ambire a non ritenere di proprio possesso nulla, perché il possesso è l’opposto dell’amore”. Buon triduo
In quell’orto vediamo come Gesù si carichi di tutte le nostre sofferenze e dolori. Lui poteva non conoscere mai cosa significa soffrire, si fa uomo per accogliere il dolore della nostra condizione e trasformarlo, renderlo nuovo alla luce della croce. È vero che va incontro alla crocifissione sul Golgota, ma come diceva d. Tonino Bello, la croce è solo una collocazione provvisoria, arrivano presto le 3 del pomeriggio e quindi poi la Pasqua.
Buon triduo pasquale
Il Giovedì Santo apre il cuore del Triduo Pasquale ed è un giorno carico di intimità, silenzio e amore donato. È la memoria viva dell’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, raccontata nei Vangeli, in particolare nel Vangelo di Giovanni, dove emerge con forza un gesto sorprendente: la lavanda dei piedi.
Gesù, il Maestro, si fa servo. Si inginocchia davanti ai suoi discepoli e compie un gesto umile, concreto, disarmante. In quel momento ci insegna che l’amore vero non è fatto di parole, ma di servizio. È un amore che si abbassa, che si dona senza riserve, che non cerca riconoscimenti.
Il Giovedì Santo è anche il giorno dell’istituzione dell’Eucaristia: Gesù spezza il pane e offre il calice dicendo “Fate questo in memoria di me”. Non lascia solo un ricordo, ma una presenza viva. Nell’Eucaristia continua a donarsi, a farsi vicino, a nutrire la nostra vita.
Ma questa sera porta con sé anche un’ombra: il tradimento. Accanto all’amore più grande, si insinua la fragilità dell’uomo. Eppure, Gesù non smette di amare. Ama fino alla fine, anche chi lo tradisce.
Questa giornata ci invita a fermarci e a guardarci dentro:
Siamo capaci di servire con umiltà?
Sappiamo amare anche quando costa?
Riconosciamo la presenza di Gesù nei gesti semplici, quotidiani?
Il Giovedì Santo non è solo memoria, è chiamata. Ci chiede di diventare, anche noi, pane spezzato per gli altri, mani che servono, cuori che amano.
Che sia un giorno vissuto nel silenzio, nella gratitudine e nella consapevolezza di un amore che non si tira indietro mai.
La spada e l’inganno.
Preghiamo con San Francesco per una pace imminente e immanente.
Con Gesù, sconfiggiamo la paura.
In ogni angolo ascoltiamo un incessante bisogno di preghiera e se solo ci dedicassimo più tempo saremmo salvi dalla paura e dalla disperazione che ottenebra le menti.
Grazie Antonio per questa lettura del vangelo
Grazie caro Antonio 🙏
Buon Triduo
Dio ti benedica
Buongiorno e buon triduo pasquale
Gesú ti sentivi lacerato nel tuo rapporto con il Padre…. Che la tua Pasqua sia il balsamo per curare le tante sofferenze per la immensa ingiustizia.
Grazie caro Antonio. Buona Pasqua a te e famiglia e a tutti!
Buongiorno!
Antonio buon triduo Pasquale anche a te e tutta la comunità di Assisi ❤️
Grazie, buona giornata
Grazie Antonio e un proficuo triduo pasquale a te e a tutti.
Buongiorno.Grazie, buon triduo .
Bella riflessione….grazie di cuore
Buon giovedì santo 🤗
Grazie. Buon triduo pasquale anche a te 🙏🏻
Grazie a tutti di questa condivisione. Mi colpisce tante cose ma di più Gesù ci chiede di vegliare con Lui, ma come gli apostoli anche noi no sempre ci riusciamo. Chiediamo la grazia di amare Dio e i fratelli come fece Gesù: “li amò fino alla fine” in questo Giovedì santo.
Ma come si fa ad accettare che il Dio onnipotente vada a morire in Croce? Era veramente uno scandalo. Neanche Pietro lo poteva accettare. È un vero mistero. Accettato invece da Maria, la Madre per i peccatori: “per la sua dolorosa passione, abbi misericordia di noi, O Madre, e del mondo intero”.
Buon triduo pasquale
E grazie Antonio
Un grande abbraccio per un Santo Triduo Santo
Grazie. Buon triduo a te e famiglia.
Buongiorno Antonio, grazie per avermi inviato anche quest’anno le tue riflessioni
A presto
Buona Pasqua
Uniamoci a Gesù nell orto per farci portatori di pace con l amare il nostro prossimo come noi stessi. Buon inizio del Triduo Pasquale e auguri per la Resurrezione Del Signore. Laudato Sii
Grazie!
Buon giovedì Santo.
Grazie Antonio Santo Triduo!!
Buon Triduo Pasquale!!!🙏
Grazie Antonio, buon inizio del triduo pasquale. Nell orto preghiamo uniti per la pace nel mondo. Serena giornata con un abbraccio forte forte 🤗
Come le campane, simbolicamente considerate la “Vox Dei” della Chiesa, vengono messe a tacere durante il triduo Pasquale per manifestare il lutto per la morte di Cristo, così anche io – in silenzio – pregherò il Signore, meditando sull’estremo sacrificio di Gesù e sui comportamenti di chi gli era accanto nel Getsemani e di chi gli è accanto oggi.
Mediterò anche, caro Antonio, sul fatto che – come ci suggerisci – dobbiamo imparare a pregare, chiedendo a Dio non ciò che vogliamo noi, ma ciò che è bene.
Pregherò perché non ci abbandoni alla tentazione e ci liberi dal male.
Buon triduo Pasquale, fratelli e sorelle.
“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”
Quante pietre avrò scagliato ogni giorno nel sentirmi a posto con la coscienza, nel sapere di essere nella grazia del Signore senza pecche, senza errori rilevanti di cui pentirmi, come il fariseo davanti al pubblicano nel tempio?
Sento che fare la volontà di Dio, specialmente oggi, sia anche saper andare controcorrente, contro i nostri schemi mentali, le nostre convinzioni personali. Bisogna ricorrere al sacramento della riconciliazione anche quando ci sentiamo riconciliati con Dio! Forse “alzarsi” (prima di andare) significa proprio questo: svegliarsi!
I nostri occhi pesanti, addormentati, forse sono ben altro che tristezza e agonia. Forse si tratta di egoismo e presunzione che hanno preso il posto dell’umiltà davanti a Dio, di quel “calice della sofferenza” voluto da noi stessi che Cristo, compassionevole verso di noi, chiede che passi.
E’ qui, e soltanto qui, che possiamo imitare Gesù nella sua grande solitudine sul Getsemani, nella sua lotta interiore con il Padre! Dobbiamo fare una grande analisi introspettiva su noi stessi, sul nostro modo di essere e sentirci cristiani!
Ma prima di questo momento, prima della notte trascorsa sul monte, prima del torchio, del “tribunale divino” che attende di “spremerci” come delle olive, c’è qualcos’altro. C’è un momento di festa, di comunitarietà, di luce, di educazione al servizio al prossimo (per mezzo della lavanda dei piedi).
Forse, allora, l’analisi introspettiva che siamo chiamati a fare riguarda l’oggetto delle nostre preghiere. Chiediamoci: quando preghiamo, preghiamo per noi stessi o per gli altri?
Vegliare e sentire la sofferenza di chi è nella passione
…addormentarsi è umano…chiediamo il perdono e ogni giorno ritorniamo a pregare e ad alzarci…
Grazie sorelle e fratelli…grazie Antonio
Buon Triduo Laudato Si’
Buon triduo Pasquale a te Antonio.🙏👋
Grazie Antonio. Buon triduo Pasquale. Ringraziamo per grande l’amore di Dio 🙏
buon Tridum carissimi
Bellissimo questo commento Grazie caro Antonio
Grazie carissimo buon triduo anche a te🙏
Grazie Antonio! siamo entrati davvero nel Triduo di Salvezza! Giornate intensissime per noi cristiani🙏🏻
Buona e santa Pasqua cari amici ☮️ nel mondo intero. Oggi come non mai deve partire da Assisi un urlo di “pace forte e profonda” nei cuori di 8 miliardi di persone.
Grazie per questa meditazione.. Buona Pasqua di speranza.