(Ingresso a Gerusalemme, Giotto di Bondone, Cappella degli Scrovegni, Padova, 1303-1305)
Domenica 29 marzo 2026
DOMENICA DELLE PALME – ANNO A
Commento al Vangelo della domenica
Mt 21, 1-11
Arriviamo oggi, quasi al termine del cammino quaresimale che si concluderà giovedì con il triduo pasquale, alle porte di Gerusalemme. Gesù oggi non ci dice quando arriverà il regno di Dio, ma ci svela come arriverà: il Re arriverà su un asino. Quanto è bello vedere che Dio sceglie le sue creature più semplici per comunicarci il suo messaggio. A ciascuno di noi non chiede altro che slegare un asino, solo di questo lui ha bisogno! Cosa rappresenta questo asino?
Qui si compie una profezia, inizia il primo giorno dei sei giorni che Gesù vivrà a Gerusalemme, il tempo di una nuova creazione. La profezia si compie attraverso la figura dell’asino, è l’unica volta in tutto il vangelo di Matteo in cui si dice: “andate… e troverete” e poche parole dopo si legge: “gli inviati andarono e trovarono”. In fondo è profezia di ciò che capita sempre. Il nostro problema è che quasi sempre noi vogliamo che il re arrivi a cavallo e con i carri, con effetti speciali o con i carri armati, e proviamo quasi delusione a vederlo arrivare su un semplice asino.
Ci troviamo “presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi”, alle porte di Gerusalemme, due luoghi che hanno un preciso significato che ci lega al grido della terra e dei poveri, luoghi di purificazione prima dell’ingresso nella città. Bètfage, in aramaico בית פגי, letteralmente “casa dei fichi sterili”, rimanda al popolo di Dio che non produce frutto, e davanti al fico in questa quaresima abbiamo sperimentato la misericordia di Dio. Il monte degli ulivi, a oriente, verso la Porta Bella, da cui doveva passare in trionfo il messia entrando a Gerusalemme, passando attraverso i nostri limiti.
Nella missione Gesù “mandò due discepoli”, non si sa quali, sappiamo solo che l’invio è sempre plurale. C’è una coerenza nel mandare a due a due, “nel villaggio di fronte” i suoi discepoli. Come non si conoscono i discepoli, non si conosce il villaggio. Sembra strano, perché la scena è chiaramente collocata nel villaggio di Bètfage e nel monte degli ulivi, ma forse il villaggio di fronte ci dice che abbiamo sempre davanti una terra di missione, un luogo in cui Dio ci manda. Ed ecco la profezia: “troverete un’asina, legata, e con essa un puledro”, un asino che vive la vocazione all’umile servizio, segno di mitezza sin dalla profezia di Zaccaria. Sembra quasi offensivo trovare in un asino un’immagine di Dio, potrebbe sembrare quasi blasfemo, come deludente è l’immagine della chioccia evocata nel lamento su Gerusalemme. Non una nobile aquila che svetta nel cielo, ma una chioccia, quando diceva: “quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!” Non un ruspante cavallo che traina carri da guerra, ma un umile asino che prende in carico tutti i peccati del mondo.
Questa asina e questo puledro che possiamo trovare ogni giorno nel villaggio di fronte a noi, protagonisti del racconto, hanno due caratteristiche. Anzitutto sono legati. Non sono liberi. Bisogna varcare un limite. Questo limite è il legaccio che ci fa paura. Ecco il comando: slegare questa asina e il puledro. Liberare in noi questa immagine di Dio che viene per servire, una immagine che troviamo nella nostra quotidianità, nel nostro villaggio di fronte.
“E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”. L’unica volta in cui Gesù si definisce “Signore” in tutto il vangelo è in questa scena. E ci dice che è Signore perché ha bisogno. Ha bisogno di slegare l’amore, il servizio. Di slegare l’umiltà, la piccolezza. La grande dignità dell’obbedienza. Mentre c’è “il Signore” che ne ha bisogno, ci sono “i signori” che lo possiedono. Chissà che incrocio di sguardi tra il puledro e Gesù, abbiamo tutti presente nella mente lo sguardo dolce di un asinello, obbediente e tanto utile. Mi piace immaginare la dolcezza di questo incrocio di sguardi!
Su questo puledro e sull’asina gettano mantelli, segno nella Torah di essenzialità, addirittura di vita o di morte, ciascuno doveva avere un mantello per la notte, anche se in prestito andava restituito perché si rischiava di morire assiderati nel sonno. E su questi mantelli si siede Gesù, l’asino è il trono del re, attraverso il quale entra in Gerusalemme. Scendendo dal monte degli ulivi, il creato come sempre con le sue salite e le sue discese segna la nostra quotidianità e i luoghi della nostra preghiera e del dialogo con Dio, ecco che “la folla, numerosissima” lo lodava. Sembra quasi di sentire questo originario “Laudato si” cantato da una folla. «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!» è il canto di lode della terra promessa, canto finale dell’esodo. Qui è la pace del cielo, la pace di tutta la creazione, quando slegando l’amore umile di Dio possiamo dissetare la terra bisognosa di lui!
Gesù affronta il mondo che fa fatica ad accoglierlo, dopo duemila anni che ancora gente che al suo passaggio si chiede: «Chi è costui?». In fondo, tutti noi ancora ce lo chiediamo. In molti passaggi delle fonti francescane ci sono riferimenti all’umiltà, forse la più amata sposa di San Francesco, il quale ci ricorda che: “Beato il servo, che non si ritiene migliore, quando viene lodato e esaltato dagli uomini, di quando è ritenuto vile, semplice e spregevole, poiché quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più. Guai a quel religioso, che posto dagli altri in alto, e per la sua volontà non vuol discendere. E beato quel servo, che non viene posto in alto di sua volontà, e sempre desidera mettersi sotto i piedi degli altri” (FF 169).
Vi auguriamo di cuore una buona domenica delle palme,
e una ricca settimana santa verso la Pasqua del Signore.
Laudato si’!
Ancora ad essere lo stile di vita più amato da Gesù è quello della vera semplicità ed umiltà, nell’ ultimo periodo della sua vita dimostra quale sia la giusta scelta per arrivare ad essere giusti. Oggi noi fatichiamo solo a pensare di essere un po’ vicini a questa modalità di vita, anche se per amare Gesù ed il nostro prossimo dobbiamo fare questo passaggio. Che sia questo il tempo in cui tanti uomini e donne compino questo “passaggio” che la Santa Pasqua ci chiede.
Grazie Roberto, in fondo il segreto di tutto è l’umiltà. Così facile, ma anche così difficile da comprendere… Buona settimana santa
Grazie di cuore Antonio. Abbiamo sempre davanti a noi una terra di missione… Ci doni la grazia il Signore in questi giorni santi di entrare con umiltà e amore per preparare insieme l’accoglienza del suo immenso mistero d’Amore. Buona settimana Santa a tutti.
Slegare l’ Amore….
Il Re arrivera su di in asino
La Grandezza nella Piccolezza.
Dio sia Lodato
Laudato si.
Con la Domeica delle palme si può pensare che Gesu’ ha scelto gli umili e modalità e mezzi umili per essere esaltato e x suo mezzo portare lode a Dio.Con la umilta e non con la superbia e la prepotente affermazione di se’Cristo conduce a salvezza. Gli umili scelti tra tutti. Lui ha bisogno dei semplici e puri di cuore per condurre a Dio.Sono costoro a riconoscerlo Signore.
Buona domenica delle palme a tutti!
Ricordo la mia “prima” domenica delle palme con mio nonno che mi porta a messa. Ricordo che cercavo di alzare il più possibile il mio ramoscello di ulivo verso l’alto. Fa’ Signore che questo umile gesto di saluto a te, ci ricordi sempre l’importanza di essere piccoli e umili.
Bonne semaine Sainte à tous
Que cette semaine nous rappelle une fois de plus combien le Seigneur nous a aimé, comment le sang de Jésus coulé sur la croix nous a réconcilié avec Dieu le père et nous laver de tout péché.
Profonde méditation vers Pâques à tous 🙏🏿🙏🏿🙏🏿😘
Grazie Antonio di questa riflessione nella domenica delle Palme che ci introduce nella settimana Santa. Questo pensiero di Francesco di Assisi “quanto l’uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più” è la realizzazione di ciò che Gesù opera nel mistero della salvezza. Perciò il salmista prega dicendo: “Che cos’ è l’uomo perché te ne curi Signore, l’hai fatto poco meno degli Angeli”… Chiediamo la grazia di vivere questa settimana Santa riconoscendo la dignità che Dio ci ha dato nel suo Figlio diletto. Laudato Si
Dio ci ricorda continuamente la dignità dell’essere umano. Restare umani ci rende più simili a lui. Buona settimana santa, carissima!
L’ingresso a Gerusalemme: un re diverso
Gesù entra in città tra canti e palme, acclamato come re. Ma non arriva su un cavallo da guerra: sceglie un asinello, segno di mitezza e pace.
È un messaggio chiaro: il suo regno non è fatto di potere e violenza, ma di amore umile.
Anche oggi possiamo chiederci: che tipo di “re” cerco nella mia vita? Uno che impone o uno che serve?
Grazie caro Antonio! Che bello quando parli dello sguardo tra l’asinello e Gesù, e immagini la dolcezza che ne sarà scaturita, in un momento tanto doloroso per il figlio di Dio.
Nel mondo attuale, che associa l’autorità alla forza, all’immagine ed al controllo, la regalità e la dignità di Gesù ci propone un modello alternativo, provocatorio.
Già conosce il Suo destino, ma non entra in Gerusalemme su un cavallo da guerra, ma su un asino; un animale mite, affettuoso.
Quanta differenza con i cd. “potenti” odierni: arroganti, esibizionisti, guerrafondai, mai inclini al dialogo…..
Gesù non viene per cambiare lo “status quo” con un colpo di stato, con le armi ed eserciti ai suoi ordini.
Viene, in pace, per cercare di cambiare il cuore dell’uomo, che è la vera rivoluzione che regge ancora nel tempo, da più di duemila anni.
Pur essendo il Figlio di Dio, sceglie di “avere bisogno” della collaborazione umana.
Gesù ha bisogno di noi cristiani, missionari per annunciare il Vangelo, testimoni di fede che camminano insieme alla gente, condividendo la loro vita in un’ottica di scambio reciproco.
Chiediamo la grazia di non essere solo “folla che acclama” (la stessa che dopo pochi giorni lo tradirà), ma discepoli attivi che seguono questo Re mite e misericordioso, rivoluzionario per il modo in cui ha rovesciato le logiche del potere e della religione del suo tempo, attraverso l’amore incondizionato verso di noi.
In questo cammino verso la Pasqua, auguro a ognuno di noi di ritrovare la speranza e la forza nei piccoli gesti quotidiani.
Che sia un tempo di armonia e di unione fraterna.
Grazie Alberto, il vero rivoluzionario è proprio Cristo, che con il suo modo di porsi mite ha stravolto la storia umana. Ti auguro di vivere con questo stile miracoli più grandi. Laudato si’!
Buona domenica delle Palme a tutti voi. Impariamo a slegare l’amore, e a essere umili come un asinello!
Grazie Michele, è tutta una sfida di umiltà!
Grazie Antonio, c’è sempre un villaggio di fronte a noi, anche se non ne conosciamo il nome. Oggi mi porto questa immagine potente
Quel villaggio ci chiama ogni giorno, sta lì di fronte a noi, finché non ce ne accorgiamo. Buona domenica delle Palme cara Alessandra
Buona settimana santa, cantando Laudato si’ come la folla mentre Gesù entrava a Gerusalemme. Nella speranza di non diventare, pochi giorni dopo, la stessa folla che preferirà Barabba…
Sempre coinvolgenti i tuoi commenti…fanno riflettere e meditare. Cio’ che mi colpisce di piu’ e’ l’ omaggio all’ umilta’ come componente essenziale della ns esistenza…non facile pero’, ma da perseguire…grazie
Grazie Antonio per questi importanti spunti di riflessione a cui ci inviti. Missione e spoliazione e’ ciò a cui mi sento chiamata ogni giorno e oggi in particolare giunta quasi al termine del cammino quaresimale. Mi viene chiesto di avere fede e di andare e durante il cammino spogliarmi delle paure e di tutto ciò che appesantisce il mio passo per cogliere con nuovi occhi in tutte le creature l’immagine riflessa del Dio Creatore che ci ama e ci testimonia che l’amore è servizio
Sì…slegare l’amore
…farlo zampillare da un cuore inquieto…che cerca l’umiltà e la mitezza
…imparare ad essere riflesso del Signore che porta la Pace
Buona Settimana Santa
…grazie Antonio…grazie sorelle e fratelli di cammino Laudato Si’
Bellissimo e profondo commento!!!
Grazie, e’ tutto da vivere…
Buona settimana Santa a ciascuno!
Il Nostro Signore GESÙ non sarà mai stanco di Illuminare con la ‘LUCE’ della Sua Risurezzione l’oscurità che con guerre e disastri ambientali ne è pervasa la terra.
L’umanità tutta riinizi ad avere Fiducia nel Suo Immmenso AMORE per l’uomo.
Solo con il Suo Amorevole Aiuto si potrà ritrovare la GIOIA smarrita. Sì!
“Signore dell’amore e della pace, non possiamo illuderci di giungere a vivere bene, in pace, senza di te. Non possiamo pensare di superare le inquietudini interiori e le nostre guerre personali, se non ci rivolgiamo a te, Signore della pace, Gesù crocifisso e risorto, che hai subìto la morte per donarci la pace. Noi ti chiediamo quella pace che sorpassa ogni nostro progetto e possibilità e che può rassicurare i nostri pensieri, le nostre volontà, i nostri cuori!” (Carlo Maria Martini). Tanti auguri di Buone Palme.
È necessario riflettere sullo stile di vita di Gesù il Suo insegnamento è veritiero Egli più che a parole ci insegna con l ‘agire come vivere. L’umiltà e il donarsi sono il suo modo di offrirsi🙏❤