(Pietro Perugino, Adorazione dei Magi, Galleria Nazionale dell’Umbria Perugia, 1476 circa)
Martedì 6 gennaio 2026
EPIFANIA DEL SIGNORE – ANNO A
Commento al Vangelo
Mt 2, 1-12
Il racconto di oggi ci descrive la visita dei Magi a Gesù e alla sua famiglia, ed è uno stimolo per riflettere sulla nostra capacità di metterci in cammino in ascolto del creato e della parola di Dio. Tutto avviene, come sempre, in una stupenda immersione nel creato, scenario di tutte le nostre vicende umane e dei racconti su Gesù.
Può essere uno spunto molto interessante per riflettere su come ci poniamo rispetto ai due libri attraverso i quali Dio di rivela a noi: il libro della scrittura e il libro della creazione. Entrambi questi libri hanno bisogno di essere decifrati, richiedono l’aiuto di persone esperte capaci di leggere questi codici, e entrambi ci possono portare alla nostra realizzazione, alla nostra felicità.
“Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode” colloca la vicenda storica in un contesto ben definito. Mentre il primo capitolo di Matteo si sofferma sulla storia passata, con la genealogia e il racconto di Giuseppe, d’ora in poi con la scena dei Magi si presenta ai nostri occhi la storia futura di Cristo. Si tratta di pagani, persone che non lo conoscono, rappresentano un po’ ciascuno di noi. E nello stesso racconto c’è la strage degli innocenti, la fuga, le persecuzioni che vivrà Gesù e coloro che si mettono in cammino con lui.
L’espressione “alcuni Magi vennero da oriente” ci indica notizie vaghe, non sappiamo quanti fossero, né da dove venissero precisamente. L’unica cosa certa è che sono estranei a Israele, e che hanno l’abitudine di guardare il cielo. Lo guardano per scienza – fissano il tempo, studiano le stagioni – ma anche per cogliere i segni dei tempi. Ecco una bella caratteristica del credente: guardare la stessa natura, lo stesso mondo, con gli occhi di chi è distratto, ma allo stesso tempo chiedersi “che senso ha?”
La scienza e la fede possono camminare insieme, anzi devono camminare insieme, e infatti re Erode, interrogato dai Magi e convocati i teologi dell’epoca: “si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo”. Provano a rispondere alla domanda: “Dov’è colui che è nato?”, qual è il luogo. La sacra scrittura consente di trovare le risposte, Dio ci ha donato questa chiave di lettura del mondo. I Magi, come noi, sono spinti dal desiderio di ricerca, e cercano βασιλεὺς τῶν Ἰουδαίων, “il re dei Giudei”, la stessa scritta che alla fine del vangelo troveremo sulla croce. Non è il re di Giuda, cioè Erode, ma è molto di più. Lo cercano perché hanno visto una stella, qualcosa che chiede loro di andare oltre.
Questo andare oltre è ciò che distingue la scienza dei Magi da quella di Erode e dei sommi sacerdoti: i primi si mettono in cammino per adorarlo, gli altri si turbano, fanno ricerche accurate, e poi lo uccidono. La lettura delle scritture porta a un luogo piccolo, Betlemme, ma i Magi si accorgeranno che l’oggetto della ricerca non è più solo il luogo, ma è andare oltre. Davanti alla sacra scrittura possiamo avere l’atteggiamento dei sommi sacerdoti – che scrutano ma restano al loro posto – oppure quello di Erode – che si informa accuratamente per annullare gli effetti della parola – o infine l’atteggiamento dei Magi – che si mettono in cammino. La parola lascia a noi la libertà.
“Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva”, perché a Gerusalemme la stella sembra essere scomparsa, la lettura del creato lascia spazio alla parola di Dio. Ma appena ripartiti, la rivedono, e “provarono una gioia grandissima”. Dove è presente Dio, non può che esserci la gioia. Laudato si’ mi Signore! Che bellezza. Il nostro desiderio, la nostra ricerca, quando è ben orientata porta alla gioia. Questo dovrebbe essere il criterio di valutazione della nostra vita.
Cosa succede quando incontrano il bambino e Maria? Essi “si prostrarono e lo adorarono”, il termine greco προσεκύνησαν αὐτῷ indica il “portare alla bocca”, il baciare, ma anche il mangiare. In una mangiatoia, la nostra gioia è nutrirci di questo affetto, baciare, amare. E’ nell’amore che lo incontrano. Amare è l’unico modo per dire grazie all’amore. E infatti, davanti all’amore, si dice grazie consegnando i propri doni.
Il vangelo di oggi termina con l’espressione “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”, il termine corretto sarebbe ἀνεχώρησαν, che non è un ritornare, ma un essere “anacoreta”, separato dal mondo, eremita. Anche Gesù si ritirerà, e verrà usato lo stesso termine. Noi cristiani dovremmo essere così, quando incontriamo Dio realmente nel fratello, nella sorella, nel creato, guidati dalla parola e dalla stella: dovremmo continuare a vivere il mondo, ma con occhi nuovi.
In questa festa dell’Epifania preghiamo il Signore affinché, dopo l’incontro reale con lui il nostro cuore colmo di gioia come quello dei Magi, possa cantare con le parole del Cantico delle Creature di San Francesco di Assisi: “Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate e serviteli cum grande humilitate” (FF 263).
Vi auguriamo di cuore una buona Epifania del Signore
Laudato si’!
I magi ci insegnano a leggere insieme i due libri: il creato (la stella) e le scritture (i profeti). Questo insegnamento vale per noi oggi. Buona festa dell’Epifania
Grazie Luca, buona festa dell’Epifania, imparando insieme a leggere questi due libri
I Magi ci insegnano a guardare oltre e a fare scelte, anche coraggiose: fecero ritorno per altre strade” o meglio ci insegnano a superare i limiti che spesso ci imbrigliano.
Sono d’accordo con te, La scienza e la fede possono camminare insieme… Ma ci vuole sempre un equilibrio, e tanto ascolto
Il fatto dei Magi, uomini abituati a osservare la natura e i suoi fenomeni non ordinari, rivela che c è una corrispondenza tra fede e creazione, che gli uomini dediti a Dio non hanno a che fare solo con libri e strumenti, anche sapienti, ma direttamente sono coinvolti nella creazione integrale di Dio e che anche questa ha il suo ruolo come l’uomo. La salvezza che porta il Padre col Suo Figlio riguarda tutta la creazione, uomini, animali, e altre realtà create. La salvezza è integrale col concorso di tutti e tutto. Perché malato e il genere umano è per lui malato é l’ambiente in cui esso vive. Cristo Logos del Padre viene a riparare tutto ciò che è stato guastato ma occorre aver fiducia il Lui che è il Salvatore (LS nn. da 62 a 99).
Buona festa caro Michele. Grazie per la tua ricca riflessione
Dobbiamo sempre cercare e trovare un equilibrio, caro Marco. Buona festa
Che bello vedere il “prostrasi e adorare” come un baciare e portare alla bocca. Il legame con la mangiatoia, lo scopo di questo bambino che si fa mangiare… Stupendo
“Una riflessione profonda sull’Epifania del Signore, che ci invita a metterci in cammino in ascolto del creato e della parola di Dio. I Magi ci mostrano la via: cercare, adorare e condividere la gioia dell’incontro con Gesù. LaudatoSi
Auguri di cuore caro Agostino. I magi siano il nostro esempio di ascolto
Scienza e fede possono camminare insieme anzi se ben interpretata la scienza rafforza il legame con il Creatore.Facciamo che la nostra ricerca di Dio nella creazione e nelle sorelle e fratelli sia ben orientata e possa quindi portare gioia.
Buona Epifania cara Pina, guidati dalla fede e dalla ragione… Solo così può esserci gioia piena
Grazie suor Greta, sempre commovente scoprire i significati della parola, specie in greco, in lingua originale. Buona festa dell’Epifania
«Si può nascere poeti, ma non poveri. Poveri si diventa. Come si diventa avvocati, tecnici, preti. Quella della povertà, insomma, è una carriera, e per giunta tra le più complesse. Richiede un tirocinio difficile. Tanto difficile che il Signore Gesù si è voluto riservare direttamente l’insegnamento in questa disciplina»
+ don Tonino Bello
Venerabile
Grazie Andrea, i Magi al termine del loro lungo viaggio incontrano il maestro per eccellenza in questa materia. Buona festa
I Re Magi ci insegnano che l’inclusione è la strada per la pace e la fratellanza tra i popoli. Il loro esempio oggi più che mai ci dice che solamente l’unione tra le genti e il riconoscimento dei più alti valori possono ridarci serenità e armonia. Che questa festa dell’Epifania doni a tutti il desiderio di credere in un cambiamento volto al bene di tutti 🙏
Vero Graziella, qui sta il vero seme della pace… Buona Epifania!
Adoriamo il Bambino Gesù…con la gioia del cuore…gli occhi alla Luce che rischiara la notte…
Buona Epifania! Laudato Si’!
Grazie Daniela cara, buona Epifania con gli occhi rischiarati…
La Stella di Betlemme guida i Magi verso Gesù; li porta a colui che ci indica il cammino verso la salvezza e la verità, che con la Sua luce allontana le tenebre.
Per noi credenti quella luce rappresenta la via della salvezza dalle tenebre, che incombono minacciose – in particolar modo in questi periodi – sulla nostra Madre Terra ed i suoi abitanti.
Dobbiamo continuare a seguire quella luce per non temere la notte e non smarrirsi.
Laudato sì’, mi’ Signore!
Auguri Alberto caro, con l’augurio che queste tenebre si dissolvano nella nostra vita, se lo vogliamo…
Epifania “Manifestazione”. Mai come in questo momento così critico dell’intera umanità c’è bisogno della presenza di Nostro Signore. Come i Magi affrontarono un lungo viaggio per poter venerare il Bambino; così, oggi, noi abbiamo bisogno di credere in LUI. Solo con l’Amore, possiamo superare questo momento buio dell’umanità. Buona EPIFANIA a tutti.
Vero Ascanio, tutta l’umanità ha bisogno di intraprendere seriamente questo viaggio, soprattutto in qiesti giorni difficili… Buona festa
Spero con tutto il mio cuore che l’umanità in questa notte punteggiata di stelle trovi il bagliore di quella luce che ci ha sempre guidati, che gioisca della parola di Dio e ritrovi pace e serenità nel meraviglioso giardino del creato. Buona Epifania.LaudatoSI
Impegniamoci a risplendere🌟✨✨✨
… la festa di chi cerca Dio…
Buona festa insieme
con gioia…
🙏💞💫
Che bellezza, contemplare la presenza di un Dio che si è fatto bambino, che raduna tutti i popoli della terra per dare un unico messaggio di amore e di salvezza. Auguri a tutti nella festa dell’ Epifania.
Caro Antonio,
mi è piaciuta tanto la riflessione su chi come i sommi sacerdoti resta al suo posto “idifferente”, chi come Erode cerca di annullare gli effetti della Parola con la violenza e chi come noi si lascia guidare dalla Parola, si incammina fiducioso guardando oltre e scopre sua la stella , il senso della sua vita.
Buona Epifania!
Padre Nostro che sei nei cieli che ci hai donato la Tua Parola “in tante forme”: da Tuo Figlio, alla creazione, ai tuoi profeti e ai nostri fratelli e sorelle che ci aiutano a camminare nella Tua Via. Grazie per essere ancora con noi tutti i minuti della nostra vita e continui ad amarci e non Ti stanchi di noi Tue creature….e soprattutto grazie grazie
I Magi guardano il cielo infinito. Ma la cosa stupenda è che l’anima umana è in grado di riflettere l’infinito del Cielo. E così il movimento Laudato si compie la stessa opera dei Magi che ascoltano la voce del Creatore, nei Cieli e dentro di noi……poi tornano nei loro paesi e diventano i primissimi missionari del Vangelo. Pace e Bene.
Come i magi non restiamo fermi nelle nostre confortanti sicurezze.
Alziamoci, usciamo, andiamo a cercare il Signore!
Epifania del Signore
Dio si vuole manifestare a tutti.
Oggi mi chiedo:
Cosa cerco nella mia vita?
Cos’è essenziale per me?
Cosa metto al primo posto?
Sono in cammino, come i Magi, alla ricerca…di cosa?
Nella vita di Papa Benedetto, grande maestro di vita, grande studioso, mi colpì la frase che disse verso la fine della sua vita:
Signore, Ti amo!
Ecco, vorrei arrivare anch’io a dire con tutto il cuore questa solenne affermazione: Dio, ti amo!
Carissimi, credo che si possa arrivare ad avere nel cuore questa certezza d’amore per Dio e per ogni nostro prossimo, riscoprendo la stella e la meta che hanno guidato i Magi…uomini cercatori di Dio.
La stella è la Parola di Dio che ogni mattina ci illumina, ci guida per farci arrivare alla meta.
La meta, la scoperta che i Magi hanno faticosamente raggiunto è stata:
Un bambino, la mamma, il padre!
Una famiglia!!
Sì…ecco dove hanno trovato Dio:
la famiglia, la comunità.
Dio nel bambino, nella mamma, nel papà…in ogni prossimo.
Ecco, dove si insegna l’essenziale, l’amore vero…ecco dove impariamo l’arte di amare.
La famiglia, la comunità, è il luogo in cui abita Dio. Nella comunione si sperimenta la ricchezza della vita (l’oro), dove si impara a pregare (l’incenso), dove si può vivere e trasformare ogni dolore in offerta gradita a Dio (mirra).
Allora, carissimi, per vivere insieme questa Epifania, facciamoci il regalo più bello: consolidiamo l’unità familiare, l’unità della comunità, con un forte abbraccio. Dichiariamoci di voler sempre amare e di superare ogni ostacolo.
Nessun Erode potrà dividerci!
Bellissimo e preziosissimo dono che nessuno ci dovrà rubare.
Incontriamoci intorno all’Altare per stringerci in unità.
Santa Epifania del Bambino Gesù a tutti ⭐
Come i magi anche noi mettiamoci in cammino per cercare Gesù, per adorarlo e poi vivere nel mondo con occhi nuovi!
Grazie e buona festa dell’epifania!💫
Buona Festa dell’Epifania anche a te caro Antonio! È festa speciale per me, noi…. 🌟✨Signore aiutaci a credere oggi e a riconoscere i modi sorprendenti del tuo manifestarti nella nostra storia! Un abbraccio di gratitudine e di Luce!
Grazie sempre Antonio per il commento, pensare che i re Magi che avevano tutto non tornarono a casa gli stessi di prima, ma trasformati, incoraggia e fa ben sperare.
Possa l’Epifania del Signore donare ai nostri cuori la Sua luce, un’abbondanza di benedizioni e sete d’amore per un cammino di fede aperto, coraggioso e pieno di speranza, affinché ogni prova ci conduca a contemplare e ad adorare il nostro Dio nel Suo splendore.
Che la gioia del Signore alberghi sempre nei nostri cuori
🙏🏻🕊️💫🫂😘
*Buona e Santa Epifania a voi tutti*
Mi ricordo una catechesi dove si spiegava che la stella cometa è un “invenzione” di Giotto che ha voluto riprodurre la cometa di Halley che passò proprio in quel tempo.
Mi posso immaginare lo stupore quando in quelle notti il cielo era pieno di stelle, appare uno spettacolo simile.
I Magi hanno seguito una luce nel cielo, che sia stata una stella o un pianeta la cosa bella è pensare che il creato abbia esultato per la venuta del suo Creatore.
Buona Epifania.
Buona festa dell’Epifania a tutti voi che avete arricchito con i vostri commenti questa riflessione. Nella celebrazione di oggi ho sentito risuonare il vostro sguardo sulla parola di oggi…
Il mio augurio affinché quest’anno tu possa avere dei saggi compagni di strada come furono i Re Magi. “Il loro esempio ci aiuti ad alzare lo sguardo verso la stella e a seguire i grandi desideri del nostro cuore”.
Buona epifania Antonio, è un vangelo ricco di spunti di riflessione, a me colpisce sempre che i magi per un’ altra strada fecero ritorno a casa.
Quando si ” incontra” Gesù ( la Luce vera) si cambia strada, si cambia prospettiva, cambia tutto ogni giorno.
Trovo molto interessante il confronto tra sommi sacerdoti, il re Erode e i re Magi per delineare i tre possibili atteggiamenti che quotidianamente (consapevolmente o inconsapevolmente) manifestiamo davanti alla parola di Dio: abitudinarietà (o superficialità), razionalità (o sospettosità), fede (o contemplazione)!
Si dice che i sommi sacerdoti “scrutano ma restano fermi” e che i Re Magi “si mettono in cammino”. Io penso, invece, che i sommi sacerdoti scrutino, ma subito se ne vanno a compiere le faccende quotidiane che spettano loro (liturgia, preparazione cibi e bevande, giardinaggio, ecc.), senza più “rivedere di nuovo la stella”(che li precedeva), mentre i Re Magi sono quelli che “restano fermi”, lì dove la Parola li ha “fulminati”, e si mettono in cammino con il cuore, con la fede, con la contemplazione, magari raggiungendo l’estasi mistica, senza più bisogno di tornare a casa (perchè “l’altra strada” la stanno già percorrendo)! Si sentono “baciati” dalla misericordia, travolti da un amore indescrivibile.
Dice san Pietro Crisologo nel suoi Discorsi che i Re Magi “vedono, credono e non discutono, poi proclamano…”. Quel “non discutere” fa la differenza. Sono in tre. Chi non solleverebbe domande, perplessità, congetture se si trovasse con qualcuno anziché essere da solo??? Eppure loro sono unanimi nel silenzio dello stupore, sono tre corpi in un’anima sola che diventano tre anime in un corpo solo (la Chiesa) per mezzo della contemplazione! Non c’è spazio per quella razionalità che neanche ci permetterebbe di “fermarci” lungo il cammino (“durante le indagini”), di “arrestarci”, di riconoscere Gesù Bambino nella sua mangiatoia, di accogliere Dio nella nostra vita. Magari nell’eucarestia!
La razionalità, paradossalmente, acceca. Non seleziona! Tutto attorno a noi diventa come delle sagome indefinite, non distinguibili l’una dall’altra, non identificabili. Tutti diventano uguali: l’albergatore (che non ha più posti disponibili) e Gesù Bambino. Meglio non fermarsi piuttosto che rischiare l’incontro sbagliato!!! Pace e giustizia non possono più “baciarsi”. Non c’è spazio per il ringraziamento, semmai per la maledizione!
Ed io, in questo contesto, dove mi colloco?
Mi secca ammetterlo, ma purtroppo anch’io mi sento un “sommo sacerdote”, quando fatico a contemplare il mio presepe. Ed anche un “re Erode” quando mi soffermo un po’ troppo (come in questo caso) a fare filosofia sulla Parola di Dio!