(Giotto e collaboratori, Crocifissione, Basilica inferiore San Francesco, Assisi, 1308-1310)
Venerdì 3 aprile 2026
VENERDÌ SANTO – ANNO C
Commento al Vangelo
Mt 27, 32-56
Siamo nel culmine della storia di salvezza, con la liturgia del triduo pasquale. Vi invitiamo a rallentare, a dedicare il tempo per approfondire e pregare su questi versetti della Parola. La lettura dei brani di Matteo di questi giorni solenni è focalizzata sulla collocazione dei fatti, immersi nel creato. Un orto, un monte e un giardino. Oggi ci troviamo nel monte di Golgota, luogo di tortura e di morte. Ci troviamo davanti al racconto più importante di tutto il vangelo. Qui, oggi, in questo monte fuori Gerusalemme, abbiamo l’opportunità di incontrare il volto di Dio. Ieri, nell’orto, Gesù ci ha insegnato come pregare. Oggi ci insegna come vivere.
Per questo “raccontare” oggi è impresa impossibile, suggeriremo solo alcuni spunti, con l’invito a tutti voi di rallentare, quasi di frenare oggi e soffermare la sguardo su ogni singolo versetto. Ogni passaggio meriterebbe un giorno, una settimana di meditazione silenziosa. In ogni versetto, qui, troviamo spiegazione di tutta la Scrittura, dei profeti, della legge, delle lettere di Paolo, dell’apocalisse, la patristica, la teologia medievale, il magistero della chiesa, la Laudato Si’. Qui incontriamo il creato che ci parla di questa morte, il cielo che si oscura, il velo del tempio – fatto di mani d’uomo – che si squarcia. Sta a noi scegliere di fissare il nostro sguardo sulla gloria di Dio, che si manifesta oggi in questo corpo lacerato che pende dalla croce, come fanno il malfattore e il centurione, ed essere salvati; oppure fare come i sommi sacerdoti, i farisei e la folla, che se ne prendono beffe, ma che sono comunque salvati per la misericordia di Dio.
“Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone”, la scena si apre con un immigrato, un “povero cristo” che tornava dai campi, proveniente dalla Libia, dall’Africa. Chi porta le croci, o aiuta a portarle, non è mai un ricco o un potente, ma sempre chi viene visto con uno sguardo di inferiorità. E questo uomo, suo malgrado, si rende tra i protagonisti della scena. Non è Simone, il discepolo su cui fonderà la chiesa, ma un altro Simone. Un discepolo involontario, ma che si metterà al seguito dei cristiani, infatti citato nella lettera ai Romani con i figli e la moglie Evodia, e citato nel Vangelo di Marco come padre di Alessandro e Rufo.
Quasi sempre, nella sofferenza, noi cerchiamo anestetici, “gli diedero da bere vino mescolato con fiele”, ma lui non ne vuole. La scena della spogliazione, sempre straziante e umiliante, quando “si divisero le sue vesti, tirandole a sorte”. La maestà di Dio nel non possedere nulla di proprio. “Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra”. La croce è l’albero che svetta su questo monte, ci ricorda l’albero della vita rifiutato da Adamo, il cui teschio viene rappresentato spesso ai piedi della croce. Gesù sale su questo albero di morte per irrigare con il suo sangue questo teschio, che in fondo è la morte di ognuno di noi, per donare vita. Il suo sangue irriga il suolo come il sangue di tanti eco-martiri che hanno lottato per la giustizia sociale e ambientale. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, come dice Tertulliano. E in quel momento di gloria di Cristo, sono presenti due delinquenti nei posti ansiosamente desiderati da Giacomo e Giovanni, che volevano stare appunto “uno a destra e l’altro a sinistra”. Quanto dobbiamo imparare a pregare! Gesù in mezzo, tra le nostre miserie, in solidarietà a tutta l’umanità rappresentata a destra e a sinistra: chi è malfattore, e chi è convinto di non esserlo.
Quanto abbiamo, noi cristiani e cittadini del mondo, da imparare da questa immagine profetica! Quando comprendiamo che la vera politica non è occupare posizioni di potere da difendere con le crociate e con i partiti, ma mettere al primo posto l’ultimo degli ultimi, ascoltare veramente il grido del povero e della terra, allora veramente possiamo sperare in un mondo migliore. Quanto è importante che i cristiani si impegnino per una politica profetica! Se il nostro re è Gesù crocifisso, allora veramente c’è speranza. E’ una speranza certa, perché insieme a un mondo fatto da una minoranza di re che alimentano guerre, soprusi, corruzione, nella storia l’uomo ha conosciuto i diritti umani, la solidarietà, l’ecologia integrale, costruita da tantissimi re che scelgono, in silenzio e ogni giorno, di mettersi al servizio degli altri.
“Quelli che passavano di lì” insieme ai “capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani” e per giunta “anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo”. Un coro unanime di critiche e insulti, a questo Dio che mostra la sua maestà dal legno della croce. E quanto è attuale questa parola, quante critiche a questo Dio che accetta la sofferenza, che si fa carico delle nostre croci?
“A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio”. Il creato ci parla. Ogni giorno. Ma oggi tutto assume un significato particolare, ci troviamo in una notte che inizia nell’orto del frantoio di Gerusalemme, che è stata scandita dai processi e dagli oltraggi, dalla confusione della via, dal monte del Cranio. Apparentemente siamo nell’ora sesta, l’ora in cui il sole si trova nel punto più alto, l’ora di maggiore luce, ma anche l’ora della disubbidienza di Adamo ed Eva. Il peccato come momento in cui la creazione si stacca dal Creatore, e infatti Adamo ed Eva si nascondono. La tenebra si nasconde alla luce più forte. Sul monte di Golgota avviene la fine del mondo. Finisce il mondo del peccato. Non dobbiamo attendere un’altra fine del mondo, nei Vangeli è già descritta qui, con questa eclissi.
“«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito”. Non dedichiamo un minuto di silenzio, vi invitiamo a dedicare oggi, mentre leggete questa riflessione, dieci minuti di silenzio. Un’ora di silenzio, contemplando questa theoria, questo “spettacolo”, con il tempo che merita.
Dedichiamo il silenzio davanti a questa immagine.
(Diego Velázquez, Cristo in croce, Museo del Prado, Madrid,1631)
Emise lo spirito. Pure Dio è spirato. La vita è inspirare e espirare. Avere il terrore della morte equivale a essere insaziabili, spesso noi vogliamo solo inspirare anche al punto di scoppiare. Teniamo per noi le risorse del pianeta, le relazioni, il benessere, la nostra stessa vita, nel terrore di perdere. Dio, che ha creato tutto con una azione di kenosis, spogliandosi della sua infinità per lasciare spazio alle cose finite, adesso nella spogliazione della croce ci dona una nuova creazione. Una nuova nascita. Senza veli, Dio si rivela a noi. Spirando.
Il brano si chiude, specularmente a come si è aperto, con le categorie che assistevano a questo spettacolo: il potere, simboleggiato dal centurione, e le folle, cioè il popolo. Nel racconto scompaiono i religiosi dell’epoca, la loro presenza si è persa dentro gli eventi di questa nuova creazione. Inizia un nuovo mondo, una nuova creazione, “il velo del tempio si squarciò nel mezzo”. Si squarcia il velo che nascondeva il Santo dei Santi, Dio “si svela”, mostra il suo volto. Si rompono le acque, è un parto doloroso, si squarcia la mamma terra con terremoti, nasce il Figlio, che “gridando a gran voce, disse: «Padre”. Una nascita nel dolore e nel peccato del mondo. Siamo convinti, con le nostre categorie mentali, che assistiamo a una scena di morte, è invece si tratta di una nascita.
“Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. Una frase che nasce dall’osservazione e dalla contemplazione di questa croce. Lo dice lui, che di mestiere esercitava il potere e la morte. Siamo noi gli aguzzini di Dio, e nonostante tutto siamo noi che possiamo riconoscerlo nel volto di chi soffre.
San Francesco, nella stupenda parafrasi al Padre nostro, ci ricorda che: “E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente. Ma liberaci dal male: passato, presente e futuro.” (FF 274). Ringraziamo il Signore per il dono immenso della sua vita per noi, e per averci insegnato che una via alternativa al male si può percorrere. Preghiamo in questo giorno di silenzio affinché questa nuova creazione possa essere per noi un seme di conversione.
Laudato si’ mi Signore crocifisso!
Laudato si’ mi Signore crocifisso. Quanto amore oggi, e noi non lo comprendiamo…
Oggi sostiamo davanti a questo amore
Laudato sì mi Signore per il tuo amore immenso, per il suo abisso che la mente umana può solo sfiorare e mai comprendere, per il Tuo corpo e sangue donati, segno dell’alleanza con Te che mai finisce.
Buon Venerdì santo
Già…oggi sostiamo davanti a questo amore, in silenzio e forse solo un ritornello…Padre perdonali, perché non sanno ciò che fanno…
Grazie Antonio per queste profonde riflessioni che ci aiutano a “penetrare” la Parola Com’è bello considere nostro re Gesù Crocifisso, fonte di speranza,e sentirci parte dei tanti re che si prodigano per gli ultimi e per la madre terra contrapponendosi ai pochi re che nel mondo seminano morte e distruzione.
Chi porta le croci, o aiuta a portarle, non è mai un ricco o un potente, ma sempre chi viene visto con uno sguardo di inferiorità. Non avevo mai fatto caso a questo dettaglio, l’immigrato africano che porta la croce…
Il cireneo viene costretto, e compie un’opera di grazia
Laudato sì mi Signore crocifisso.
Solo in Te è la nostra vita.
Gesù dalla croce china il capo su ognuno di noi, che siamo il discepolo amato accanto a Sua Madre. Ci guarda con il Suo sguardo buono. Sempre e oggi con tutto il Suo Amore.
Pure dal legno della croce, uno sguardo di amore
Carissimi, rivolgiamo lo sguardo a Gesù Crocifisso restando in silenzio e in contemplazione davanti a Lui. Durante la meditazione possiamo aiutarci pregando con questa Preghiera a Cristo Crocifisso di San Paolo VI.
O Gesù Crocifisso, noi siamo venuti per chiederti perdono, per implorare la tua misericordia, per ripeterti il nostro povero amore.
Noi già sappiamo
che tu vuoi perdonarci perché hai espiato proprio per noi,
perché sei la nostra unica speranza la nostra redenzione.
Ravviva in noi il desiderio e la fiducia
del tuo perdono, aumenta il nostro amore per Te,
donaci di gustare la certezza e la dolcezza
della tua misericordia.
Signore Gesù, donaci la forza di perdonare i nostri fratelli:perché siamo stati perdonati da Te.
Donaci un cuore capace di amare tutti e ciascuno affinché diventi nostro il tuo desiderio che tutti diveniamo una cosa sola. Fa che questa preghiera giunga al Padre nello Spirito Santo, ora e sempre. Amen
“Signore ricordati di me quando sarai nel tuo regno”! Abbi pietà di me!
Per amore di tutta l’ umanità il nostro Signore è morto in croce , quanta sofferenza!!!. Contempliamo la croce in silenzio e ricordiamoci di non crocifiggerlo ogni giorno con il nostro operato.
Difficile commentare…
Quella frase “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” entra dentro e ti fa capire come nostro Signore si sia fatto uomo fino in fondo…
Ci prepariamo alla passione del Signore. L’unico che con il dono della sua vita porta la pace
Il velo del tempio squarciato, con forza dirompente, fragore, inaspettatamente, sorprendente… grazia e forza per noi, chiamati con Nicodemo a nascere una seconda volta, con Gesù.
L’AMORE del Nostro Signore GESÙ è un Amore Infinito e noi lo sentiamo manifestato incontrando persone Sante ricche di questo Amore che parlano al nostro cuore affinché gustiamo la GIOIA di un AMORE pienamente condiviso nell’amicizia Cristiana.7
Oggi mentre meditiamo in silenzio il volto di Dio gli chiediamo di poterlo riconoscere nei fratelli e sorelle sofferenti e più soli e accoglierli come San Francesco e farli sentire amati e accolti
E’ una lezione unica: il valore della sofferenza, dell’incomprensione a cui talvolta siamo chiamati. Gesu’ ci da l’ esempio di come reagire e potenziare in senso costruttivo cio’ che a volte ci fa soffrire.
🙏 preghiamo. E alle 15, chi può, si metta in ginocchio.
Perdonaci, Signore.
Buongiorno signor Antonio, e grazie, è stato davvero molto illuminante. Buon Venerdì Santo a lei e a tutta la sua famiglia.
Grazie dello spunto di riflessione sul povero immigrato che porta la croce e sul creato che ci parla della morte di Gesù, nostro Signore e Maestro.
Signore, dacci la forza e il coraggio di amare come te che mentre stavi morendo ti sei preoccupato degli altri! Di coloro che ti hanno crocifisso chiedendone il perdono, del buon ladrone dicendogli che sarebbe stato in Paradiso con te, di tua Madre dandogli Giovanni come figlio e dei tuoi discepoli dando tua Madre come mamma
Buon venerdì Santo caro Antonio, restiamo in silenzio per arrivare alla gioia finale, attendiamo in silenzio…
Questa Croce mi dice che senza spargimento di sangue non c’e’ perdono dei peccati ne’ vita eterna. Il sangue che sgorga dal costato di Gesu’ mi ricorda l’Eucarestia che Egli ci ha lasciato come Suo memoriale e l’acqua mi ricorda il Battesimo con cui siamo diventati figli di Dio. Pace e Bene
Insieme a Gesù in croce il pensiero va ai tanti abbandonati e massacrati dalla follia delle guerre e dall’avidità umana.
Buon Venerdì Santo: che l’amore e il sacrificio portino pace al tuo cuore.
Blessed Good Friday: may love and sacrifice bring peace to your heart.
Selamat Jumat Agung: semoga kasih dan pengorbanan membawa damai di hatimu.
Emise…il travaglio doloroso che dà la Vita
…il seme che muore dà frutto…
Gesù è la Via la Verità la Vita
…seguiamo la via del Bene, scegliamo di diventare profeti di Speranza…
Grazie sorelle e fratelli di cammino…grazie Antonio
Laudato Si’
Oggi nn ci sono parole solo silenzio davanti alla croce di Cristo. Grazie come sempre Antonio per la riflessione della parola è utile e preziosa ci immette in questo pomeriggio di dolore e di preghiera 🫂
Laudato Sì mio Signore,
Per Sora Morte che da Lei nessun uomo può scapare, ma per Tua Volontà non ci faccia male.
Ringraziamo il Signore Dio Nostro per il dono del Figlio Gesù Cristo, che ci ha permesso di abbracciare la Nostra Croce e di seguirlo nella Resurrezione nel Regno dei Celi ✝️♥️🙏
Buon Venerdì Santo caro Antonio
Oggi ricordiamo le sofferenze di Gesù lungo il cammino verso il Golgota, dove morirà affinché noi potessimo vivere pienamente. Segno del suo amore infinito, che manifesta fino agli ultimi istanti promettendo il paradiso all’altro uomo crocifisso al suo fianco. Questa grazia è concessa a ogni battezzato. Ma anche l’atteggiamento di Gesù ci interpella, ricordandoci quale debba essere il nostro rapporto con i poveri, gli emarginati e tutti coloro che soffrono. Consapevoli dei danni causati dal cambiamento climatico al creato e alla vita degli uomini, non dobbiamo rimanere passivi e spettatori. Dobbiamo agire tenendo presente che ogni volta che ci alziamo, Gesù si alza con noi per sostenerci.
Che il suo sangue e quell’acqua che sgorgò dal suo costato e bagnò la nostra terra rigenerino e ridiano vita a tutto il creato come una fonte inesauribile.
Lodato Gesù Cristo
Buongiorno e buon venerdì santo anche a te
Oggi ricordiamo le sofferenze di Gesù lungo il cammino verso il Golgota, dove morirà affinché noi potessimo vivere pienamente. Segno del suo amore infinito, che manifesta fino agli ultimi istanti promettendo il paradiso all’altro uomo crocifisso al suo fianco. Questa grazia è concessa a ogni battezzato. Ma anche l’atteggiamento di Gesù ci interpella, ricordandoci quale debba essere il nostro rapporto con i poveri, gli emarginati e tutti coloro che soffrono. Consapevoli dei danni causati dal cambiamento climatico al creato e alla vita degli uomini, non dobbiamo rimanere passivi e spettatori. Dobbiamo agire tenendo presente che ogni volta che ci alziamo, Gesù si alza con noi per sostenerci.
Che il suo sangue e quell’acqua che sgorgò dal suo costato e bagnò la nostra terra rigenerino e ridiano vita a tutto il creato come una fonte inesauribile.
Sua lodato Gesù Cristo
Laudato Sì mio Signore per il tuo grande Amore non è il legno della croce e nemmeno i chiodi a sostenerTI ma solo il grande amore donato a tutta la terra
Laudato Sì mio Signore per il tuo grande Amore non è il legno della croce e nemmeno i chiodi a sostenerTI ma solo il grande amore donato a tutta la terra
Abbi pietà di me peccatore, Signore!
Grazie ancora una volta per esserti spogliato sulla croce, per esserti ritirato di nuovo, come in origine, nella Genesi, quando facesti spazio all’asciutto e poi all’uomo. Come l’alta marea che s’abbassa e lascia sulla spiaggia una bottiglia con dentro un messaggio.
Io devo ancora leggere il mio. E voi avete già letto il vostro?
Ci vediamo all’altra riva!
Non basta un minuto o un’ora di silenzio per contemplare lo spettacolo del creato, un nuovo mondo e una nuova creazione che ci viene donata con il sacrificio di Cristo sulla croce. Cristo ci invita a farci dono, a spogliarci di noi stessi per rivestirci di lui
Grazie Signore con Te voglio uscire Dalla Morte. SEI Luce e vita. Donnami un cuore di capace amare e fare il bene. Voglio essere tua per sempre.