(Carl Heinrich Bloch, Le beatitudini, Frederiksborg, Hillerød, 1877)
Domenica 15 febbraio 2026
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Commento al Vangelo della domenica
Mt 5, 17-37
Continuiamo questo bel cammino, soffermando il nostro sguardo sui versetti della Parola che la liturgia ci propone questa domenica. Siamo sempre al capitolo 5 di Matteo, il celebre discorso della montagna, aperto dalle beatitudini, che dalla scorsa domenica abbiamo visto centrate sulle immagini del sale e della luce. Adesso, attraverso delle antitesi, Gesù ci mette di fronte ai nostri preconcetti, alla nostra cultura popolare, alla pigrizia di pensare come si è sempre pensato, alla tentazione di dire che è tutto sbagliato.
Matteo si rivolge ai giudei, e questo passaggio è molto importante nell’insegnamento di Cristo, perché trova un equilibrio tra questi due estremi: adeguarsi per pigrizia o distruggere tutto per superbia. Come ci collochiamo noi, con le nostre tradizioni? Abbiamo sempre inteso che fu detto… E noi? Continuiamo a fare così, o ci limitiamo a criticare? Gesù porta una parola di luce, annunciando “ma io vi dico”.
“Non sono venuto ad abolire”, ci tiene subito a dircelo Gesù. La tentazione è abolire, distruggere tutto ciò che si è fatto prima, nella tradizione giudaica come nelle nostre parrocchie, nelle nostre diocesi. Una tentazione di “novità” che nasce dalla distruzione. Quanto è difficile essere umili di cuore come Dio, che cerca sempre di tessere relazioni, di aggiustare più che di comprare cose nuove. Quanto abbiamo bisogno di questa parola risanatrice!
L’opposto di abolire è “dare pieno compimento”. E’ vivere quella legge, incarnare nel mondo un messaggio. La più grande rivoluzione non è inventarsi cose nuove, ma mettere umilmente in pratica un comando che viene da Dio. Andare alla radice del comando, non per obbedire per precetto o per apparenza, ma con la sincerità del cuore. La sincerità che fa dire a San Francesco “Laudato si” senza usare parole. Perché spesso le parole non sono sincere.
La chiave di queste antitesi che troviamo oggi è forse proprio la sincerità del cuore, la ricerca della giustizia: “se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. Scribi e farisei sono esempio lampante di osservazione meticolosa di norme, di leggi, della legge. Nulla di male ad osservare la legge, è chiaro che è giusto non uccidere, non commettere adulterio, non giurare il falso. La norma viene da Dio! Ma il nodo è come osserviamo questa legge. E qui tutto cambia, se noi lo vogliamo.
L’espressione “Ma io vi dico” che oggi compare quattro volte quindi non indica che propone qualcosa di nuovo, ma semplicemente una modalità più sincera per obbedire. Non basta quindi “non uccidere”, e sentirsi a posto con la coscienza. Probabilmente non abbiamo assassinato nessuno, ma con la nostra lingua, con il nostro pregiudizio, con la mancanza di carità quante persone abbiamo massacrato? E non ce ne rendiamo neppure conto. Quante volte siamo sordi al grido del povero, e anzi lo giudichiamo pure?
La modalità per obbedire è nella relazione con l’altro. Entrare nel cuore dell’altro, questa è la grande rivoluzione a cui ci invita Gesù. Non basta “non commettere adulterio”, se poi il nostro occhio è infelice e desidera sempre ciò che non ha, senza lodare Dio per il dono quotidiano che riempie la nostra vita. Anche qui, la sincerità del cuore ci fa riflettere sulle nostre relazioni.
Se le nostre relazioni sono pure, se il nostro cuore è puro, viviamo la beatitudine con cui si apre il capitolo 5. Osservare la legge, in questo caso, non diventa un obbligo, ma una conseguenza bella. Se il cuore è puro, non c’è bisogno di “giurare il falso”, non c’è bisogno di giurare affatto. Quanto sarebbe bello vivere ogni giorno con questa leggerezza che ci rende autenticamente liberi. La legge di Dio è una legge che libera!
Il Signore, in questa domenica, ci faccia il dono di essere compimento della sua Parola, diventando uomini fedeli, come ci suggerisce Santa Chiara di Assisi: “Sì, perché è ormai chiaro che l’anima dell’uomo fedele, che è la più degna tra tutte le creature, è resa dalla grazia di Dio più grande del cielo. Mentre, infatti, i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l’anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità, di cui gli empi sono privi. E’ la stessa Verità che lo afferma: “Colui che mi ama, sarà amato dal Padre mio, e io pure l’amerò; noi verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora” (FF 2892).
Vi auguriamo di cuore buona domenica
Laudato si’!
Grazie Antonio per permetterci di meditare sulle Sacre Scritture, accompagnati dalle tue puntuali e preziose chiavi di lettura.
Nel Vangelo di questa domenica mi colpisce molto questa affermazione di Gesù, riportata nel versetto 37; “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”.
Ogni cosa che va oltre il semplice “sì” o “no” (giuramenti, falsità…) è un segno di inganno e viene dal maligno, che riesce – in questo modo – a seminare discordia e sfiducia nei rapporti interpersonali.
La nostra vita è piena di distrazioni che allontanano l’attenzione dall’essenziale, rendendo il superfluo, ai nostri occhi, necessario.
Per tale motivo non riusciamo a focalizzarci su ciò che è veramente importante per il nostro equilibrio, interiore ed esteriore.
Per liberarci dal “di più” e, di conseguenza, dal “maligno” è necessario un atto di conversione radicale; modificare il nostro modo di vivere, orientarlo verso l’essenziale, verso gli insegnamenti che ci ha lasciato Gesù.
“Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?” (Mt 6, 26-30).
Basterebbe riflettere su questa magnifica frase di Gesù ed affidarsi a Lui, per essere in pace con noi stesso e con tutto il creato.
Buona domenica a tutti! Laudato sì.
Grazie Alberto, l’augurio per questa domenica è di non distrarre lo sguardo. Un abbraccio
Laudato si per il dono quotidiamo della Nostra Vita.
Grazie Antonio per le tue riflessioni che sono un riferimento per il nostro vivere quotidiano.Cerchiamo di tessere relazioni basate sulla comprensione reciproca , sull’ accoglienza di chi è diverso da noi e sull’ ascolto. Che il Signore possa illuminare il nostro cammino quotidiano. Buona domenica
Gesu ci invita ad aprire occhi e cuore e vedere e apprezzare le cose buone della vita anche le piu piccole: nella piccolezza c’ e’ l’ intero universo da contemplare e dunque ringraziare sempre Dio.Ringraziarlo per tutto cio che ci ha donato cose e persone e mettere in campo concretamente la riconoscenza. Le beatitudini.
Grazie Antonio per questa preziosa riflessione. Mi colpisce tanto questo augurio: “Il Signore, in questa domenica, ci faccia il dono di essere compimento della sua Parola, diventando uomini fedeli, come ci suggerisce Santa Chiara di Assisi”. Mi chiedo come diventare uomini fedeli sennò osservando i Suoi comandamenti. Chi osserva i comandamenti, ama veramente Dio. Allora chiediamo anche questa grazia di amare come Gesù ci ha amato fino a dare la sua vita, così la sua parola diventa in noi pienezza della legge nella giustizia nuova fondata sull’amore e ognuno di noi diventi segno di riconciliazione e di pace. Buona domenica!
Che bello questo augurio, osservare i comandamenti con un cuore sincero e leggero. Buona domenica cara suor Gaudence!
Per noi peccatori, meno male che c’è il Purgatorio.
È vero che pagheremo fino all’ ultimo spicciolo. Ma meglio il purgatorio che l’inferno. Gesù è nella nostra coscienza e con i nostri peccati lo mettiamo sempre in croce. Con la conversione finalmente lo accogliamo. Pace e bene
È un Vangelo ricchissimo di indicazioni per amare come vuole Gesù.D’altra parte siamo nel discorso della montagna che si apre con le beatitudini ….Chiediamo a Gesù con umiltà e fermezza la purezza del cuore per seguire questa strada di santità a cui siamo chiamati.
Grazie Imma, chiediamo al Signore la purezza del cuore. Buona domenica
grazie Antonio per questo ricco riflessione mi ha toccato molto la parola di santa Chiara ad essere uomini fedeli e mi incoraggia di vivere secondo la luce di Cristo, buona domenica a tutti. uniamoci nella preghiera e in sinodali continuiamo a proteggere insieme la nostra terra madre. dal Timor Leste
Vero cara suor Julia, questa citazione di Santa Chiara è una delle definizioni cosmiche più belle. Grande dignità alle persone fedeli alla parola di Dio
Non c’è più niente di nuovo e di bello del vangelo di Gesù, troviamo racchiuso in esso tutto ciò che ci serve per andare verso di Lui senza doverci riempire di cose inutili e senza senso
Nulla mi turba, nulla mi spaventa solo Dio mi basta.
Proprio così, essere fedeli e permettere a Gesù si vivere in noi per amare tramite noi. Buona giornata a te
Grazie Antonio, risuona oggi questo “ma io vi dico”, che non azzera nulla, ma completa. Quanto è facile distruggere tutto, e quanta fatica ad aggiustare. Questo è un vero segno di pace
Parte tutti dal rapporto col prossimo, relazioni sane che riempiono le vite di ognuno. Il vangelo rimarca l’importanza delle relazioni sincere senza doppi fini.
La Parola del Signore é il nostro cammino, abbracciamo la nostra Croce e seguiamo Gesù. Laudato Sì
L’anima fedele e pura!
…il nostro pellegrinaggio è la continua sua ricerca
…andare all’essenziale…imparare la libertà dell’Amore
Grazie Antonio e a tutta la compagnia…che è dono gentile.
Buona Domenica Laudato Si ‘
Un amore alla massima potenza impossibile senza l’aiuto dello Spirito. Ma bisogna anche desiderarlo.
• Gesù ci chiama a superare una giustizia puramente formale, invitandoci a costruire relazioni autentiche che partano dalla sincerità del cuore e da un amore senza ipocrisie. “Ascoltare con l’orecchio del cuore” Papa Francesco. LaudatoSI
Pace a tutti quanti voi e alle vostre case! Se qualcuno di voi è malato, sappiate che: “Il regno di Dio è vicino!”
Grazie, Antonio! Nel leggere questo tuo articolo mi viene in mente la prima lettura della liturgia di oggi. Ho infatti la sensazione che “Dio ti abbia posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”! Perdonami se sto sbagliando!
Sono convinto di questo perché chiunque (io per primo) si soffermi a riflettere sulle beatitudini (ma non solo) ha come la sensazione di sentirsi inadeguato, incapace a compiere la volontà di Dio. Sembra una parola piuttosto “scoraggiante” quella di questa domenica.
Tra le tante cose, a me viene difficile, infatti, “digerire” il nuovo comandamento “non commettere adulterio”. Se penso a quante belle ragazze incrocio lungo la strada ogni giorno e a quanti pensieri mi passano per la testa, non solo in quel momento, ma a volte anche durante la notte, mi vengono i brividi!
Come si fa a gestire integralmente e 24h/24h i propri pensieri? Il gesto è una cosa, ma il pensiero è tutta un’altra cosa!
Qui sembra invece che il pensiero valga molto di più del gesto. E, d’altronde, c’è una ragione di fondo piuttosto evidente che è quella di un Dio che guarda ai nostri cuori più che alle nostre azioni. Sembra chiaro questo messaggio di fondo.
Tuttavia, vorrei calarmi un po’ di più nel contesto umano del discorso della montagna e mettermi nei panni dei discepoli. Se io fossi stato uno di loro e avessi ascoltato le parole di Gesù, la prima sensazione che avrei avuto è lo stupore. Una sorta di “confusione mentale” che mi avrebbe invitato a scavare dentro le parole, a levarmi “borsa, sacca, sandali, bastone” (cioè i nostri pregiudizi), prima di mettermi in viaggio, nel silenzio, verso una piena comprensione del testo.
Qual’è il vero scopo di Gesù? Turbare gli animi di coloro che già lo seguono fedelmente oppure quello di stupire, di smuovere gli animi, di invitare a mettersi sempre in discussione davanti a un Dio che non può essere afferrato in un pugno, a migliorarsi giorno dopo giorno?
Penso a quante volte Gesù si sia comportato in maniera provocatoria nella Bibbia: con Maria alle Nozze di Cana, con la donna siro-fenicia…
Dice Papa Francesco: «La capacità di stupore è un segreto per andare avanti bene in famiglia. Non abituarsi all’ordinarietà delle cose. Sapersi anzitutto stupire di Dio, che ci accompagna. E poi, stupirsi in famiglia.” (Angelus, 31/12/23).
Penso, allora, che non sia il risultato (cioè il pensiero che passa per la testa) che interessa a Dio, quanto piuttosto la “duttilità” del nostro cuore di fronte ad una parola che cambia, che stupisce. Possiamo anche lasciarci sfuggire qualche pensiero di troppo. Dio non ci castigherà per questo!
E’ il nostro modo di reagire alla provocazione che interessa a Dio. Siamo abbastanza umili da riconoscere i nostri limiti e chiedergli perdono?
Da questa lettura io non torno a casa arrabbiato, consapevole che certe cose sono impossibili da realizzare. Torno, invece, motivato a migliorarmi in qualcos’altro, qualcosa che valga a perdonare quegli errori che inevitabilmente si ripeteranno.
Pier Alfonso, come hai ragione, quello che dici è la realtà quotidiana, ma gli occhi del cuore non sono quelli della mente, le prove nel quotidiano sono molteplici, sta a noi superarle, non perché le riteniamo formalmente giuste o sbagliate, ma perché il nostro discernimento le riconosce come tali “prove” e superarle ci dà una gioia infinita, in questo ci riconosciamo nella gioia del Signore che é la nostra forza, quindi ben vengano le prove che ci permettono di far gioire il Signore.
Buona domenica Laudato SÌ
Hai perfettamente ragione, Milvo!
Grazie!
Pier Alfonso, come hai ragione, quello che dici è la realtà quotidiana, ma gli occhi del cuore non sono quelli della mente, le prove nel quotidiano sono molteplici, sta a noi superarle, non perché le riteniamo formalmente giuste o sbagliate, ma perché il nostro discernimento le riconosce come tali “prove” e superarle ci dà una gioia infinita, in questo ci riconosciamo nella gioia del Signore che é la nostra forza, quindi ben vengano le prove che ci permettono di far gioire il Signore.
Buona domenica Laudato SÌ
Per Gesù la Legge ed i Profeti si riassumono in solo comando fondamentale, quello di amare il Prossimo ,un amore radicale,dobbiamo credergli :desiderare ciò che appartiene ad altri ci allontana da Lui.
Grazie Antonio e buona domenica a tutti.
Grazie Antonio per questo momento di riflessione e condivisione.
Il messaggio è forte: dobbiamo vivere con spirito vivo e profondo il rapporto con la “legge”: aperto all’ascolto di Dio, nella relazione di giustizia con l’altro. Solo in questo modo faremo nostro il “ma io vi dico”. Proprio la sincerità del cuore, la ricerca della giustizia: “se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. Grazie ancora e buona Domenica
Questo passo del Vangelo, molto bello, ma articolato, anche a me mi rimanda al momento dell’ultima cena in cui Gesù volle lasciare un nuovo comandamento a sintesi e a conferma dei precedenti: il comandamento dell’Amore.
La vera novità non sta nell’amare il prossimo ma nel farlo a imitazione di Cristo (“come io ho amato voi”). Significa amare fino al dono “totale” di sé come fece San Francesco.
Inoltre, se poniamo attenzione alla logica dei contenuti dei comandamenti e li rimandiamo al primo, tutto si fonda sulla relazione d’amore che abbiamo instaurato con Dio
Se amo mio “marito” il mio amore è suggellato da Dio e i miei occhi sono pieni del Suo amore che mi guida ad amare, stimare, supportare mio marito nelle vicende, talvolta difficili, di tutti i giorni. Posso sbagliare? Certamente…, ma nel diario di Santa Faustina Gesù dice: senza di me non siete capaci neanche di ricevere le mie grazie!
Purtroppo, a volte siamo troppo semplici magari pieni di noi stessi e viviamo di stereotipi e piuttosto che vedere “l’essenziale” ci facciamo distrarre dagli schemi che la società ci propone
Ma noi non abbiamo bisogno di cercare altro amore, perché già risiede in noi.
Così il Suo amore mi guida nella relazione che ho instaurato con i miei fratelli, con i miei colleghi, con la mia famiglia, con l’ambiente, ecc…Basterebbe solo spostare la centralità da noi a Dio. Facile? No! Ma sappiamo di essere uomini di buona volontà…
L’amore è una grazia che dovremmo chiedere a Gesù insieme alla fede per poter vivere sempre in comunione con il Dio, con i nostri fratelli e sorelle e con tutto il nostro creato .
Ricevere questa grazia significa per me aver trovato la chiave dell’esistenza che ti penetra dentro le ossa e ti fa agire lietamente, onestamente e sinceramente purificando gli occhi del cuore e dell’anima con delle cadute verissimo, talvolta dolorosossissime, ma come ci dimostra Gesù, con delle rialzate meravigliose verso Dio sempre procedendo con umiltà e riconoscendosi bisognosi della misericordia di Dio per migliorarsi.
Scusate se mi sono dilungata o se ho commesso errori nella conoscenza del brano, ma questo è quello che sente il mio cuore.
Come sempre grazie Antonio per questa parola spezzata e per l’amore che ci doni ogni domenica attraverso la Parola.
Dio benedica voi tutti e vi sostenga🙏🏻🕊️🙏🏻💝
Commentare il Vangelo di oggi non è per niente facile.
Signore aiutaci a seguirti in questo sentiero chiamato vita…
Laudato sì’
Buona domenica a tutti.
Se riusciamo a tenere un cuore puro ogni atteggiamento ogni azione riuscirà a renderci degni dell’amore di Dio 🙏
Grazie a tutti voi per aver reso questa ultima domenica, prima del percorso quaresimale, molto ricca e profonda con i vostri commenti. Sempre bello leggere, da punti di vista personali e vissuti, ogni brano del vangelo, e specialmente questi pezzi del discorso della montagna. Vi auguriamo di cuore una buona settimana, facendo risuonare nel cuore questa parola di vita!