(Duccio di Boninsegna, Gesù Cristo ridona la vista al cieco nato, National Gallery, Londra, 1308)
Domenica 15 marzo 2026
IV DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A
Commento al Vangelo della domenica
Gv 9,1-41
La quarta domenica di Quaresima, in laetare, anche nei colori liturgici che troveremo sull’altare ci invita a rallegrarci, a pregustare la gioia pasquale, pur dentro questo cammino di avvicinamento alla Pasqua del Signore. Siamo a metà di questo cammino, e oggi ci viene presentato un brano tipicamente “battesimale”, con una scena che può essere la metafora del cammino di fede di ciascuno di noi. Assistiamo a una nuova creazione, attraverso sorella terra e lo sputo – acqua e fuoco dello Spirito – Gesù è come se plasmi di nuovo un Adamo pronto a contemplare il suo volto.
Siamo nel Capitolo 9 di Giovanni, nel tempio di Gerusalemme durante la festa delle capanne dove Gesù aveva parlato della vita, della morte, della paternità di Dio, rischiando di essere lapidato dai Giudei. Adesso, sempre nei paraggi del tempio, Gesù compie un’altra opera che ci rimanda alla vita, al “venire alla luce”. Infatti si dice che “Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita”, è sempre Dio che per primo vede l’uomo.
Nella domanda dei discepoli “chi ha peccato?” c’è la domanda che sta nel cuore di ognuno di noi, il senso della sofferenza. Perché c’è il male nel mondo? La tradizione ebraica retribuzionista, che in parte noi ancora viviamo, dice che se sei benedetto da Dio le cose ti vanno bene nella vita. A questa tentazione di divorare il pianeta e i beni degli altri, Gesù risponde: “Né lui ha peccato né i suoi genitori”, il male non è essere poveri, ciechi, soffrire, ma il male è rubare, uccidere, far soffrire.
“Sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco”. Gesù compie tre azioni, non fa il miracolo: sputa, impasta e spalma fango. Di sua iniziativa, senza che nessuno glielo abbia chiesto. Una grande delicatezza che ha nei confronti del malato, lascia a lui la libertà di guarire. Ritorna la domanda di Eliseo a Naam il Siro, o quella che Gesù aveva fatto all’infermo della piscina di Betzatà: “Vuoi guarire?” Non è scontato che tutti desideriamo realmente guarire, spesso le nostre etichette e le nostre zone di comfort ci tranquillizzano. Gesù ci lascia la libertà di vedere la luce. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”. Questo, in estrema sintesi, il fatto che libera quest’uomo cieco dalla nascita. Le cose importanti della vita, quasi sempre, si racchiudono in pochissimi attimi e gesti.
Questo uomo, solo nel tempio, subisce un vero e proprio processo, che vede prima coinvolti “i vicini e quelli che lo avevano visto prima”, cioè la realtà di ogni giorno che ti mette un’etichetta; poi vede coinvolti i farisei, cioè coloro che vivono di pregiudizi e schemi rigidi, come l’osservanza del sabato; e infine i genitori, che per timore dei giudei non prendono neppure posizione. Questo uomo sperimenta l’umiliazione della solitudine, come premio per il miracolo ricevuto! In tutte e tre le situazioni, si limita semplicemente a ricordare i fatti: Gesù che sputa, impasta e spalma.
Merita una riflessione la parte finale del dibattito con i farisei. Spazientito, l’ex cieco fa una domanda ironica: “perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?”. L’ironia è l’arma dei deboli, spesso capace di dire ai potenti la verità in maniera schiacciante. Qui i potenti, che mettono timore pure ai genitori, rispondono con insulti e violenza, dicendo “Sappiamo… Sappiamo”. Il debole, nella verità, dice “Non so chi sia”. Ecco l’abisso che c’è tra il male e chi compie il male. Il povero, ricco di coraggio, esclama: “Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta”, una definizione teologicamente perfetta, vera. Talmente vera che il suo epilogo è l’espulsione dal tempio, il gesto più umiliante che un giudeo potesse ricevere a Gerusalemme. Tanto più con l’accusa di essere “tutto nei peccati” che Gesù aveva smentito poco prima.
Questa espulsione è una sorta di rinascita, in fondo la vita “viene alla luce” quando espulsa dal grembo della madre. Fino a questo momento il povero non ha fatto altro che raccontare l’evidenza dei fatti, e dai contrasti ha preso coscienza pian piano della realtà, della sua sete di fede, della prepotenza e della paura intorno al tempio. Ma quando si trova completamente solo, incontra Gesù, che si svela con una domanda: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Al desiderio del povero, come al desiderio di ciascuno di noi, il Cristo risponde: «Lo hai visto: è colui che parla con te».
La preghiera che vorrei consegnare per questa domenica è che il Signore ci conceda la grazia di questo desiderio del cieco nato. Questo desiderio nella fragilità espresso da Santa Chiara di Assisi che dice: “Il beato Francesco poi, costatando che, nonostante la debolezza e fragilità del nostro corpo, non avevamo indietreggiato davanti a nessuna penuria, povertà, fatica e tribolazione, né ignominia o disprezzo del mondo, che, anzi sull’esempio dei santi e dei suoi frati, tutto ciò stimavano sommo diletto, molto se ne rallegrò dal Signore” (FF 2832).
Vi auguriamo di cuore una buona domenica
Laudato si’!
Che bello caro Antonio leggere questa scena come la Creazione di Adamo. Non l’avevo mai vista con questa ottica, e assume una prospettiva tutta speciale. Grazie mille
Un po’ tutta la liturgia merita di essere vissuta con questo sguardo… Laudato si’!
Una volta ancora ci rendiamo conto dell’attenzione che lui ha nei nostri confronti, nelle nostre difficoltà e ancora ci mostra il bene che ci vuole a seguito di volerlo seguire e capire quale bellezza ci sia nel suo messaggio d’amore eterno. Grazie Antonio di questa possibilità che ci offri
Grazie caro Antonio.
Che forza! il cieco non Riceve solo il Dono della vista, riceve anche la luce per riconoscere Gesù e il coraggio di testimoniarlo con chiarezza. Quanto bisogno ne abbiamo anche oggi!! É la grazia che chiedo per me e per tutti. Buona domenica!
Nessuno che sia pregiudicato da un male iniziale e’ escluso dalla guarigione.questa salvezza invitata arriva con la relazione con Dio attraverso il desiderio di lasciarsi incontrare. La liberazione avviene come un moto interiore attratto dalla luce benefica di Dio il Salvatore. Questi ciechi non fanno operazioni eclatanti moti di protesta non imprecando non sono belligetanti contro qualcuno ma domandano chiedono aprono il cuore alla Speranza che il Signore si accorga della loro fede e affidamento . Una attesa che la grazia arriva.Dio risponde.
Grazie Antonio, molto tenera l’immagine di Gesù che è delicato con il malato, non impone la guarigione, ma si limita a compiere semplici azioni, come sputare, impastare, e porre il fango sugli occhi. Chi vuole guarire è il malato, ci lascia liberi per giunta di rifiutare il miracolo! Quanta bellezza
Vero Giorgia, Dio ci lascia talmente liberi, non solo nel male (che vediamo abbondante nel mondo…) ma anche nel ricevere il bene. Sta a noi scegliere
Essere ciechi è veramente una terribile sofferenza. Ma Gesù non gli ha dato solo la vista agli occhi, ma gli ha dato la Fede. Questo è il dono più grande e che dovremmo cercare e chiedere sempre a Gesù. La ricerca del sommo Bene è sempre la scelta migliore.
La cosa più incredibile di tutta la storia, è che alla fine il cieco viene addirittura espulso! Quante volte avviene nella nostra società, senza aver fatto nulla di male….
Infatti Anna, molto triste questo senso distorto della giustizia…
Un augurio a tutti noi, di rivedere la luce in questo tempo di Quaresima
Quello che mi colpisce di più in questo brano è il tema del coraggio. Da un lato Gesù che opera pure di sabato, e il cieco che riporta semplicemente i fatti, dall’altro i vicini e i parenti terrorizzati dal potere. Che tristezza come spesso viene esercitato il potere
Il Signore ci chiede coraggio… Quanto ne ha bisogno il nostro pianeta…
Venire alla luce, avere il coraggio di riconoscere chi ti salva, e seguirlo per risorgere a vita nuova
Qui incomincia la nostra Resurrezione, dalla Creazione si compie un cammino che ci riporta alla Rinascita in Cristo, mi ricorda il dilemma di Nicodemo “devi Rinascere…”, è Gesù che lo chiede a tutti noi “VUOI RINASCERE???” Laudato Sì Mio Signore
Grazie Antonio per questa rubrica, e per la costanza nel pubblicare ogni settimana una riflessione così approfondita. È un piacere leggere i commenti che rendono la biodiversità di linguaggi e di sensibilità
Grazie Marcella, proviamo nel nostro piccolo a fare un cammino comunitario. Di certo investiamo bene il tempo, perché cerchiamo di scavare e seguire la parola di Dio
Nessuno che sia pregiudicato da un male iniziale e’ escluso dalla guarigione.questa salvezza invitata arriva con la relazione con Dio attraverso il desiderio di lasciarsi incontrare. La liberazione avviene come un moto interiore attratto dalla luce benefica di Dio il Salvatore. Questi ciechi non fanno operazioni eclatanti moti di protesta non imprecando non sono belligetanti contro qualcuno ma domandano chiedono aprono il cuore alla Speranza che il Signore si accorga della loro fede e affidamento . Una attesa che la grazia arriva.Dio risponde.
Grazie Antonio, che bella questa Tua riflessione!
Vedere non significa solo usare gli occhi.
Possiamo avere una ottima vista ma essere ciechi davanti al dolore di un amico o alla bellezza di un gesto. Il “cieco” del Vangelo ci insegna che per vedere davvero bisogna lasciarsi toccare da Dio e avere il coraggio di dire la verità, anche quando tutti gli altri dicono il contrario.
La vera cecità è credere di sapere già tutto; la vera vista è lo stupore di chi scopre di sentirsi amato.
Laudato sì, buona Domenica.
Qui incomincia la nostra Resurrezione, dalla Creazione si compie un cammino che ci riporta alla Rinascita in Cristo, mi ricorda il dilemma di Nicodemo “devi Rinascere…”, è Gesù che lo chiede a tutti noi “VUOI RINASCERE???” Laudato Sì Mio Signore
Una volta ancora ci rendiamo conto dell’attenzione che lui ha nei nostri confronti, nelle nostre difficoltà e ancora ci mostra il bene che ci vuole a seguito di volerlo seguire e capire quale bellezza ci sia nel suo messaggio d’amore eterno. Grazie Antonio di questa possibilità che ci offri
Grazie Antonio, molte volte siamo ciechi di fronte ai poveri e agli ammalati, ci inventiamo tante ragioni per evitare di aiutare chi vive le difficoltà. Preghiamo uniti il Signore che ci guidi nella via per i poveri e gli esclusi. Amen. Sereno week end Antonio.
Ogni volta che operiamo il bene vuol dire che vediamo Gesù che ci guida nel nostro cammino. La guerra, la violenza , la mancanza di amore, la supremazia ci fanno essere ciechi. Grazie sempre per le tue stimolanti riflessioni
Grazie per tutte le condivisioni molto arricchenti. Mi colpisce questo pensiero: “Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita”, è sempre Dio che per primo vede l’uomo. Nel progetto che Dio ha per l’uomo, l’iniziativa è sempre di Dio. Perché sa ciò che ci fa bene. È Lui stesso il Sommo bene comme ha sperimentato San Francesco. In questa domenica chiediamo la grazia di accogliere ogni bene per camminare gioiosi nella luce di Cristo verso la sua Pasqua.
Molti vedono la cecità Gesù guarda l’uomo e la sua sofferente condizione .
Il tema è il peccato di ciascuno che è strettamente personale e dipende da noi.
Peccato che si annida nell’anima dell’ uomo: la presunzione di essere più di altri e non avere bisogno di nessuno,
non riconosce la condizione di creatura propria e degli altri, avere idoli che ingombrano il cuore, non conoscere la misericordia; insomma di non guardare con gli occhi del cuore.
Il peccato ci rende orribili e nonostante ciò Lui ci ama tanto da assumere su di sé tutto il peccato per salvare tutti e darci lo Spirito Santo per corazza e vincere la tentazione.
L’ascolto della Sua Parola è la nostra forza e FARE ciò che ci dice (come fa il cieco che guarisce solo dopo che è andato a lavarsi nella piscina di Siloe).
Grazie caro fratello per tutto ❤️
Questo brano del Vangelo di S. Giovanni riguarda tutte le cecità dell’uomo, alcune delle quali, sono per nascita. Una cecità che incombe su tanti abitatori di questa terra, in questo tempo di grandi eventi scientifici, tecnologici, industriali, economici, consumistici, migratori, è quella di non riconoscere il fatto che oggi l’uomo ha grandi possibilità di “governare” il creato, e grande possibilità di rovinarlo e distruggere. In tanti, poi, tale cecità pare innata, la quale si collega ed è frutto di uno sviluppo del proprio egoismo. Oggi il largo individualismo sta contagiando quasi tutti e tutto, tra i quali i giovani e i ragazzi. È una cecità che fa pensare solo a sé stessi e fa scegliere stili di vita sapendo che abbiamo bisogno gli uni degli altri e dell’ambiente ordinato secondo il disegno di Dio, ma in effetti pensando di non avere bisogno di nessuno e neanche della creazione che in un sottile e delicato equilibrio permette la vita meravigliosa nelle sue funzioni e godimento. Preghiamo perché a partire dalle famiglie tutti e specialmente i piccoli possano aprire gli occhi alle meraviglie del mondo non fatto dall’uomo, agli ecosistemi, alla puntualità con la quale la natura nei ritmi degli eventi rivela la formidabile trasformazione degli elementi, che da inorganic è inerti divengono organici fino a diventare viventi e ad avere coscienza di sé. Possano gli abitanti del pianeta accompagnarci col salmista nella lode del Creatore, ogni giorno è ogni momento, mentre collaborando con lo Spirito creatore riparano, ordinano, aggiustano, “governano” quel che deve essere aggiustato.
Il Vangelo di oggi è particolarmente ricco di spunti e mostra lo sviluppo della storia del cieco risanato nella sua nuova relazione col mondo. In questa narrazione troviamo tante situazioni e comportamenti simili a quelli che vediamo oggigiorno.
Oltre a tutto questo troviamo tanti passi che sono un’esortazione per noi, affinché la nostra fede diventi attiva luce nel mondo; ne cito solo tre:
– “Né lui ha peccato, né i suoi genitori, ma (è nato cieco) perché si manifestassero in lui le opere di Dio” (questo ci fa capire che i nostri limiti e difetti non sono una punizione, ma la porta che ci conduce a una vita vera)
– “Dobbiamo operare le opere di Colui che mi ha mandato finché è giorno” (questo ci fa capire che dobbiamo agire per il bene qui ed ora, finché siamo in vita)
– “Noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è pio e fa la sua volontà, questo lo ascolta” (questo ci fa capire che se vogliamo veramente fare il bene, il nostro desiderio sarà esaudito)
Grazie, Antonio, ancora una volta per questa riflessione!
Cos’altro aggiungere? Direi: nulla!
Mi limito a dire che interessante è la spiegazione che l’ufficio delle letture ci dà su ciò che è la cecità, specialmente quella fin dalla nascita. Perché è sempre bello guardare la Parola di Dio con “altri” occhi, non quelli della letteralità, ma quelli dell’ermeneutica.
Infatti, Sant’Agostino ci insegna che il cieco nato siamo tutti noi che, in quanto discendenti di Adamo e di Eva, siamo condannati dal peccato originale. Non è questione di meriti o demeriti, ma di umiliazione o non umiliazione!
Subito, allora, mi viene da pensare a quell’osservazione che i discepoli fanno: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?” Forse, allora, i genitori del cieco non sono genitori qualunque, bensì sono i nostri progenitori! Sono loro la causa della nostra condanna. Eppure Gesù risponde che la colpa non è di nessuno. E’ una questione di grazia divina! E’ un dono, non una condanna!
E infatti, come Antonio Caschetto ha sottolineato, Gesù lascia a noi la scelta: Vuoi tu guarire? Noi siamo condannati a nascere nel fango del peccato, ma possiamo sempre decidere di crescere nella luce del perdono.
Le Sacre Scritture stanno lì, davanti a noi, giorno dopo giorno, nella parola di vita quotidiana. Sta a noi decidere se leggerle, interiorizzarle, rispettarle o meno!
Il cieco rinato, allora, diventa forse un uomo che non lascerà mai più questo mondo? Un uomo che rimarrà sempre fatto di corpo e spirito? Oppure il cieco rinato siamo tutti quanti noi, che “riviviamo” alla luce della volontà di Dio ogni qualvolta ci affidiamo a Lui nel nostro cammino di vita?
E, poi, non dimentichiamo il battesimo! E’ lì che è avvenuto il nostro vero incontro salvifico con Gesù Cristo che, con la sua morte (la terra) e risurrezione (l’acqua, la saliva), ci ha innestati (“spalmati”) nella Chiesa.
Grazie della riflessione. Come è bello ogni sabato ricevere questa, che è una bellissima meditazione su la Parola del Signore. “Chi ha peccato?” Buona domanda. Forse sono stato io, perché alle volte me dimentico che ho fratelli e sorelle, che patiscono dolori orribili senza che io li stia vicino.
Che la Parola ci insegne come è urgente guardare al nostro fianco per percepire quante persone bisognano della nostra presenza e vicinanza.
Buona domenica a tutti e a tutte.
Nessuno che sia pregiudicato da un male iniziale e’ escluso dalla guarigione.questa salvezza invitata arriva con la relazione con Dio attraverso il desiderio di lasciarsi incontrare. La liberazione avviene come un moto interiore attratto dalla luce benefica di Dio il Salvatore. Questi ciechi non fanno operazioni eclatanti moti di protesta non imprecando non sono belligetanti contro qualcuno ma domandano chiedono aprono il cuore alla Speranza che il Signore si accorga della loro fede e affidamento . Una attesa che la grazia arriva.Dio risponde.
Rispondo con le parole della Colletta e invoco la grazia della Luce e della Fede affinché apra i nostri occhi in Dio e Cristo Re di tutti i Popoli e Nazioni.
O Dio, Padre della luce,
che conosci le profondità dei cuori,
apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito,
perché vediamo colui che hai mandato
a illuminare il mondo e crediamo in lui solo:
Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
Grazie Antonio dell’ occasione di riflessione.
Il primo passo del nostro cammino verso di fede non parte con un atto di fede ma di apertura alla “conoscenza “ di Gesù.
Riprendendo le parole “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Al desiderio del povero, come al desiderio di ciascuno di noi, il Cristo risponde: «Lo hai visto: è colui che parla con te».
Attraverso questo “riconoscere Cristo” in quello che ha fatto e fa e che possiamo testimoniare a nostra volta che ci avviciniamo ad una fede “viva” è consapevole.
Grazie ancora e buona Domenica.
La saliva del Creatore che impasta la terra, l’elemento che ci sostiene con fiori, frutti ed erba.
Questa volta il Signore usa il suo elemento per donare la vista al cieco, lo manda a lavarsi con l’acqua, umile preziosa e casta, l’altro elemento fondamentale per la vita.
Nonostante questo, il cieco guarito viene allontanato dal tempio.
Oggi come allora chi ha il potere sta facendo il solito errore, non rispettando tutto quello che ci circonda e non ascoltando le grida del mondo.
Buona domenica, Laudato Si’
È la Quarta Domenica di Quaresima:
Un cieco incontra la Luce.
Quando non sappiamo amare e non ci sentiamo amati siamo sempre nella cecità della notte.
Ma “Dio non si stanca mai di cercarci e di offrirci la sua luce.
Siamo noi, a volte, che preferiamo restare nelle nostre ombre.
Ma la sua misericordia è più forte di ogni oscurità”. (Papa Francesco)
La cecità dell’anima è terribile: non mi permette di essere libera.
Mi faccio condizionare dai miei pregiudizi, dalla paura non farcela.
Non riesco ad andare oltre il mio modo di vedere; non so entrare in un rapporto profondo non riesco a perdonare a volte .
Signore oggi voglio incontrare la tua Luce.
Mi preparo a ricevere Gesù, la Luce che ci apre la strada del perdono, dello sguardo luminoso che incoraggia, che mi permette di vedere ciò che devo cambiare senza più pretendere che sia l’altro a cambiare.
Accolgo la Luce gentile che mi rende amabile, paziente, positiva,che mi apre la strada della cordialità, della nuova possibilità di esprimermi per un rapporto nuovo e pieno di amore e di fraternità.
Quante cose posso cambiare se Gesù diventa il mio faro di luce
Siamo prossimi alla Pasqua al passaggio dal buio alla Luce: cosa devo fare oggi…da Chi devo andare?
Con la Luce nel cuore mi sentirò
amata ,sarò capace di amare, saro pronta anche nel camminare insieme sostenendoci a vicenda…perché Gesù è in mezzo a noi.
Santa Domenica.
Pace e bene a tutti 🌻
…noi ciechi fragili…ringraziamo il Signore del nostro cammino…seguiamo il Pastore perché la sua grazia ci accompagni…
Buona Domenica Laudato Si’